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Centro permanenza per i rimpatri in Liguria, on. Di Muro: di sicuro non a Ventimiglia

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Migranti e Croce Rossa (foto di repertorio)

Mentre i sindaci dell’imperiese e Regione Liguria si schierano con il Prefetto di Imperia per far evitare il corteo dei NO Borders di sabato 14 luglio organizzato in Italia anziché Francia (v. articolo precedente) si sta pensando di realizzare il primo Centro di permanenza per l’identificazione e il rimpatrio dei migranti in Liguria “sul nuovo modello teorizzato nel contratto di governo Lega-M5S”.

In Liguria, ci sono alcune possibilità nel Ponente come nella zona di Albenga per la vicinanza con l’aeroporto di Villanova.

In ogni caso, il progetto dovrebbe prevedere la nuova norma a tutela del territorio in modo tale che il periodo massimo di trattenimento degli stranieri illegali o ancora nel limbo, i quali comunque non potranno uscire dal Centro, sia prolungato fino ad almeno 18 mesi (come era una volta con la Bossi-Fini) quando, per svariati motivi, non sia possibile eseguire con immediatezza l’espulsione.

Ieri il deputato ventimigliese del Carroccio e vice segretario della Lega Liguria, Flavio Di Muro, ha dichiarato all’Agenzia Dire che sta preparando un dossier sulla situazione del “tappo d’Italia” prima della prossima visita a Ventimiglia del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, gia’ annunciata nel corso sua ultima comparsa a Genova lo scorso 15 giugno: “Occorre una soluzione da mettere in  campo per costruire una struttura per la registrazione in Liguria, dove necessario, come previsto dal contratto di governo. Di sicuro non a Ventimiglia perche’ c’e’ gia’ una situazione di tappo. Dove farla in Liguria non sta a me deciderlo“.

“Prima di andare a fare della passerelle politiche in una citta’ che da anni soffre una situazione di convivenza molto difficile e precaria – ha spiegato Di Muro all’agenzia Dire, anticipando i contenuti della sua analisi – appare opportuno che il ministro abbia tutte le informazioni aggiornate del caso. Visto che sono il deputato del territorio, ci siamo accordati per fare un lavoro di preparazione e di informazione, incontrando le istituzioni locali, le associazioni dei frontalieri, dei pendolari, i comitati di quartiere e qualsiasi cittadino avesse avuto il piacere di esprimere il suo punto di vista. La prossima settimana consegnero’ tutto al sottosegretario Nicola Molteni che si sta occupando di immigrazione, sicurezza e polizia”.

La fotografia aggiornata della situazione parla di circa 500 migranti nel centro di accoglienza gestito dalla Croce Rossa al Parco Roja, con una media di una quarantina di ingressi ogni giorno, e altri 200-300 migranti sparsi in citta’ e difficilmente censibili.

Da inizio anno, inoltre, la polizia francese ha gia’ effettuato 24.000 “riammissioni” raggiungendo in soli sei mesi i numeri complessivi del 2017.

L’analisi di Di Muro, però, non si ferma solo alla descrizione dei fatti e dei numeri, ma entra nel merito delle possibili soluzioni da mettere in campo: “Organizzo gli interventi in due ordini di grandezza. Quelli di carattere statale, per cui basta la volonta’ politica e la capacita’ amministrativa per metterli in atto e calmierare il problema della iper presenza di migranti nella zona intemelia, e quelli di carattere piu’ macro che presuppongono l’intervento attivo del governo in campo europeo e internazionale. Un intervento che mi pare sia gia’ iniziato anche con la risoluzione alla Camera che ho contribuito a scrivere”.

Nel primo novero di soluzioni rientrerebbe, appunto, la creazione di un Centro di nuova concezione: “Nel momento in cui fosse a disposizione del territorio ligure un centro con questa nuova vocazione sarebbe possibile ipotizzare che chi oggi ha una domanda pendente e si trova nel campo Roja o in giro per la citta’ nei vari accampamenti abusivi, possa essere preso e collocato all’interno della nuova struttura il tempo necessario per capire se puo’ stare Italia o debba essere allontanato.

Oggi circa l’80% dei migranti presenti a Ventimiglia si trova in questa situazione, avendo fatto domanda per ottenere lo status di rifugiato politico ma dovendo attendere fino a due anni per ricevere risposta.

E’ chiaro che si unisce una revisione, contenuta nel programma di governo, delle procedure delle commissioni territoriali per valutare le domande dei migranti e una imprescindibile velocizzazione dei tempi.

Queste due cose potrebbero calmierare in maniera notevole la situazione di Ventimiglia, sostanzialmente liberando la citta’ dell’80% delle presenze”.

Sul fronte internazionale, invece, le soluzioni inserite nel dossier realizzato dal numero due della Lega in Liguria, riguardano la necessita’ di rivedere i rapporti con i Paesi del Nord Africa, ma anche all’interno dell’Unione Europea, per arrivare alla stipula di nuovi patti bilaterali: “C’e’ stato il consiglio europeo che ha dettato alcuni principi ma a noi di Ventimiglia interessa di piu’ l’annunciato vertice che si dovrebbe tenere in Austria tra i ministri dell’Interno dell’Unione Europea per discutere dei confini interni, dei cosiddetti flussi secondari e delle norme in materia di asilo.

La soluzione madre e’ aprire il confine con la Francia, bloccare i flussi e assegnare le quote dei migranti ad altri Paesi europei, che significherebbe anche dare seguito alle richieste degli stessi migranti che non vogliono certo stare fermi a Ventimiglia per passare le feste estive.

Ma sono soluzioni che dipendono dalla volonta’ di molti, non solo dell’Italia. Ce ne sono altre, pero’, che il governo puo’ iniziare a mettere in campo per calmierare notevolmente le presenze sul territorio comunale. Bisogna muoversi parallelamente”.