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Caso Croce Celeste S. Benigno, Pastorino (Ras): meglio chiuderla

GENOVA. 10 GEN. "Non si placano le polemiche sulla Croce Celeste di San Benigno dove, nel novembre 2016, un’indagine dei NAS aveva portato alla luce gravi inosservanze dei requisiti igienicosanitari: dispositivi medici scaduti da anni, automezzi privi di defibrillatori, gravi problemi strutturali nei locali della sede".

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino.

"Oggi in aula abbiamo chiesto aggiornamenti - ha aggiunto Pastorino - sulla situazione a 2 mesi di distanza, con un’interrogazione all’Assessore Viale discussa in consiglio regionale. Pare che certe pessime abitudini non siano cambiate: perseverare è diabolico.  Ancor più grave: ci è stato riferito dall’Assessore che soltanto a una settimana dall’ispezione dei carabinieri, la ASL scopriva altri dispositivi sanitari scaduti e registrava nuove irregolarità.

Pochissimi, invece, i problemi risolti. Dalla relazione dell’Assessore emerge, infatti, che già nel 2015 le inadempienze erano numerose, ma l’accreditamento nel registro delle pubbliche assistenze era stato comunque approvato sotto la promessa di un rapido adeguamento, che di fatto non è mai avvenuto. Le pubbliche assistenze che operano sul nostro territorio sono soggetti utilissimi e meritori, legati all’antica cultura sociale ligure. Ciò non toglie che debbano attenersi rigorosamente alle normative vigenti.

Non generalizziamo: quello di San Benigno è un caso limite. Ma quando ci troviamo di fronte a organizzazioni che trasgrediscono in maniera così palese, ci chiediamo se non sia preferibile interromperne l’attività, per tutelare la sicurezza stessa dei cittadini. Peraltro, se in futuro si evidenziassero ancora irregolarità, potrebbero scaturire contenziosi legali che coinvolgerebbero anche la Regione perché è la Regione, tramite le ASL, ad avere la responsabilità sul rispetto delle norme igienico-sanitarie".