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Carceri con le porte girevoli? Non per chi ci difende: brigadiere in cella a Natale

Carceri italiane con le porte girevoli per tutti? Non per i carabinieri che ci difendono dai delinquenti. Certi magistrati li sbattono in carcere e, a differenza di altri, li lasciano in cella pure a Natale. Quasi sempre pugno di ferro con i nostri. Spesso guanto di velluto con i loro. Appare solo una questione di scelte.

Accade ad Aulla, dove alcuni militari dell'Arma nei mesi scorsi erano rimasti coinvolti in un'inchiesta su presunti abusi nei confronti di alcuni nordafricani che avrebbero anche gestito lo spaccio di droga nella zona della Lunigiana.

Insicurezza e degrado in quella che un tempo era una cittadina tranquilla. Una situazione insostenibile, ma, come riconosciuto dai residenti, in gran parte risolta dalle Forze dell'ordine.

Al punto che gli abitanti erano scesi in piazza a manifestare, schierandosi in massa dalla parte dei carabinieri dopo l'azione della Procura di Massa contro i loro angeli custodi: "Loro ci hanno solo difeso dai criminali".

E così un brigadiere indagato, Alessandro Fiorentino, arrestato e lasciato in prigione - addirittura - dallo scorso giugno, resterà in cella anche a Natale, lontano dalla sua famiglia. Per la sua scarcerazione, infatti, se ne riparlerà dopo le feste.

Non si può tralasciare di ricordare che Fiorentino è una persona conosciuta ed apprezzata dai cittadini del territorio per averli sempre difesi dai delinquenti, con serietà e alto senso del dovere: "Altrimenti sarebbe già stato espulso da un pezzo dall'Arma".