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Capretto massacrato in strada da 2 rom: assolti perché islamici

[caption id="attachment_201186" align="alignleft" width="728"] Un capretto legato e pronto per essere crudelmente sgozzato e massacrato dagli islamici[/caption]

GENOVA. 9 MAG. Sgozzato, massacrato, legato, appeso a testa in giù e lasciato morire dissanguato fra atroci sofferenze in strada per poi essere macellato senza autorizzazioni. Loro possono fare quello che vogliono perché i nostri magistrati li assolvono, andando contro la volontà della popolazione ligure. Noi no.

Se a compiere una simile crudeltà verso un animale fosse stato un italiano cattolico, sarebbe stato condannato. Due nomadi di origini rom, invece, sono stati assolti dai magistrati genovesi perché musulmani.

La procura generale non ha presentato ricorso in Cassazione e quindi la sentenza è passata in giudicato.

I due nomadi avevano massacrato un povero capretto sulla strada della Val Bisagno ed erano stati denunciati dalle guardie zoofile, che avevano insistito nel testimoniare le raccapriccianti sevizie riscontrate, ma l'hanno fatta franca.

In sostanza, secondo i nostri magistrati, se a commettere il fatto sono gli islamici, non si tratta di un atto crudele verso gli animali che lede il comune sentimento di pietà, ma di un rito di un'usanza religiosa che prevale e va rispettato.

La sentenza della Corte d'Appello ha ribaltato quella di primo grado in cui i due rom islamici erano stati condannati a una sanzione fra i 2 e i 4mila euro.

In consiglio regionale, pochi mesi fa è stata approvata la mozione con cui si condanna la crudele tradizione islamica e si è quindi sancito, per l'appunto, che tale pratica lede il comune senso di pietà. Eccome.

Oggi i consiglieri regionali del Carroccio Stefania Pucciarelli e Alessandro Puggioni hanno protestato per la decisione dei magistrati genovesi, che va contro la volontà della popolazione ligure: «E’ una sentenza scandalosa. Come si possono assolvere due rom che hanno massacrato un capretto, macellandolo con rito islamico senza autorizzazioni in mezzo alla strada? Questa è giustizia? Vergogna!». Fabrizio Graffione