Home Sport Calcio Dilettanti Liguria

Calcio femminile ed integrazione: Levante C Pegliese

Calcio femminile ed integrazione: Levante C Pegliese

Levante C Pegliese è una società giovane anche se vanta una storia antica, ricostituita nel 2013 ed attiva nel ponente genovese nel settore del calcio in tutte le sue sfaccettature.

Dal momento in cui è stata rifondata, i dirigenti e i responsabili hanno sempre cercato di costituire una squadra femminile che potesse militare nel campionato regionale, senza ottenere successo.

Nonostante i vari eventi organizzati al fine di reclutare nuovi piedi a cui far calzare scarpe con i tacchetti, non è mai stato raggiunto il numero minimo di partecipanti. Senza perdersi d’animo, i referenti della società hanno proseguito nella loro “campagna acquisti” e, per quest’anno sono stati premiati: tredici atlete classe 2005, 2006, 2007 e 2008 hanno indossato la maglia gialla e si sono schierate in campo. Ma questa non è l’unica novità del 2018: tra le giovani atlete è stata inserita una portatrice di handicap che milita come titolare.

“Quest’idea di integrazione non è nuova per la nostra società”, spiega Andrea Ciammarughi dirigente e allenatore della compagine rosa, “nel tempo abbiamo infatti ospitato la Nazionale Amputati che ha vinto la selezione per i campionati mondiali di calcio in Messico in programma tra ottobre e novembre”. Oltre a questo Levante C Pegliese collabora con FISPES, ovvero la Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, per la quale sono state messe a disposizione le strutture al fine di far allenare calciatori non vedenti che, grazie a palloni sonori, si possono cimentare in questa disciplina.

“L’idea di integrazione ci è sempre piaciuta”, prosegue l’allenatore, “oggi abbiamo finalmente la squadra femminile ed andiamo avanti. Di tutto questo ci colpisce la sensibilità del territorio, dai residenti agli operatori commerciali che hanno manifestato in ogni occasione disponibilità ed interesse per questo settore sportivo magari non troppo conosciuto da tutti”. Una squadra ed una società che sono un esempio virtuoso di come sport e disabilità possano andare di pari passo, sempre che si trovino le persone giuste ed i contesti adeguati. Questo spirito sportivo è forse quello che oggi manca alle grandi ribalte, sempre troppo interessate al risultato ed al profitto, più che agli storici ideali di De Coubertin. Qui per tutti l’importante è il partecipare. Un grande insegnamento per tutti, sportivi e non. (Foto di Claudio Vincenzi).

Roberto Polleri