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Cairo, censura per non offendere gli islamici. Comi e Bergamini (FI): inaccettabile

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Cairo Montenotte: statua di Epaminonda e quadro con donna rimosso per non offendere gli islamici

“L’Italia è una delle culle della civiltà europea, dobbiamo andare orgogliosi del nostro patrimonio artistico. Censurarlo è inaccettabile e mai giustificabile”.

Oggi da Strasburgo l’eurodeputata di Forza Italia e vicepresidente del Gruppo Ppe al Parlamento Europeo, Lara Comi, ha commentato così il caso di censura per non offendere gli islamici avvenuto al Palacittà di Cairo Montenotte.

Sabato scorso, in occasione di un convegno organizzato dalla Confederazione islamica italiana e dalla Federazione islamica ligure è stato coperta con un drappo rosso una statua di Epaminonda ed è stato fatto togliere dalla sala un quadro raffigurante una schiena nuda di donna, opere dell’artista locale Mario Capelli Steccolini.

“L’integrazione – ha aggiunto Comi – è possibile solo se si parte dal rispetto dei valori che sono alla base della nostra cultura. L’episodio di Cairo Montenotte non va in questa direzione ed è pertanto da stigmatizzare. Sono casi che non devono ripetersi più. Esprimo tutta la mia vicinanza agli amici della Val Bormida, che tutelano giorno per giorno un territorio splendido e ricco di valori e non meritano di arrivare alla ribalta delle cronache per episodi del genere”.

“La decisione di censurare con un drappo la statua di Epaminonda – ha ribadito la deputata e responsabile Comunicazione di Forza Italia Deborah Bergamini – è un gesto inopportuno che umilia la nostra cultura umanitaria e democratica. La storia e la cultura non si nascondono ma dialogano e si confrontano. Si chiama civiltà”.