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Cagliari-Genoa, Juric: servirà cinismo

Palla al centro, si riparte. Dopo la pausa il Grifo si rituffa nel campionato dalla Sardegna Arena. Con la voglia di conquistare, perché no?, la prima vittoria. Con l’obiettivo di gettare a mare la zavorra di prestazioni anche positive, non premiate dai risultati. Chi la dura, la vince. Una squadra che si piega, non si spezza. Come certi alberi in certe traversate. Una questione di resilienza in una settimana di novità. A partire dell’insediamento del direttore generale Giorgio Perinetti. “Più di ogni cosa, serve la vittoria. Quello che conta è il risultato” esordisce il tecnico. “Perinetti lo conosco dall’esperienza di Palermo: è una figura molto gradita con cui ho un buon rapporto. Penso possa dare tanto alla società, perché è uno che sa lavorare”.

Le novità non si esauriscono qui. Dalle scrivanie al campo. Il pallone schizza veloce come un cross carico di effetto. “Il gioco del calcio dipende dalle qualità dei giocatori e Izzo, al rientro, è un elemento su cui puntare per le sue capacità in fase difensiva e propositiva. Deve ritrovare il ritmo partita, ha passato un brutto periodo, si è allenato bene. Lapadula? Non so se sia pronto. Ha fatto una settimana con noi, normale che non sia al massimo dopo tanto che non gioca. Ampliando le considerazioni sono mancati i risultati, però siamo rimasti sempre dentro ogni partita. Ogni gara è una opportunità per fare punti”. Il Genoa proporrà una nuova faccia?

Il modulo di base sarà lo stesso? Forse anche le vie del calcio sono infinite. A volte però si tende a dare forse troppa considerazione ai numeri. “Il 3-5-2? In settimana mica l’ho provato. Penso che ci si fissi troppo su questi aspetti: alla resa dei conti dipende dalle interpretazioni. Il 3-5-2 può essere un modo triste di stare in campo, oppure può significare sviluppare gioco di attacco, cercando di mettere pressione agli avversari. Troveremo un Cagliari motivato come noi venendo da una serie negativa. E’ una squadra imprevedibile che alterna ottime prove ad altre meno. Sono fiducioso per come vedo allenarsi i ragazzi. Creiamo tanto, concludiamo poco. Ci vuole più cinismo. Dobbiamo migliorare in attacco, nei cross, nei tiri. Negli ultimi passaggi per valorizzare il lavoro, diventare più pericolosi non dando la sensazione di sterilità”.

Meglio abbondare, che scarseggiare. La rosa sta riacquistando i petali per far rifiorire le ambizioni. “Siamo quasi al completo e ho la sensazione che le scelte siano facili. I nazionali sono rientrati in buone condizioni, vogliosi di mettersi a disposizione. Taarabt era rimasto a riposo per precauzione. Deve cominciare a far vedere in partita ciò che vediamo in allenamento. E’ consapevole del contributo che può offrire. Rigoni si è allenato bene in queste due settimane. Avevo espresso delle critiche in precedenza, si è rimesso in carreggiata. La squadra percepisce di creare tante situazioni da gol. Deve mettere più attenzione per portare a casa il risultato e non pagare così al minimo errore. Pavoletti? Ha passato un brutto anno in cui ha giocato poco. Lui sa lavorare bene sia dentro che fuori dall’area. E’ un bravissimo ragazzo”.