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BR, Mario Rossi definitivamente libero: resto comunista

GENOVA. 3 FEB. "Sono diventato una persona libera dopo 31 anni di carcere, di cui più della metà in regime di articolo 90 aggravato. Comunista ero e comunista spero di essere rimasto. Se appartieni a questa fede politica non puoi appiattirti in un mestiere qualunque. Brigatista si resta tutta la vita, anche quando si depongono le armi". Lo ha affermato il fondatore della banda XXII Ottobre Mario Rossi, oggi definitivamente libero, uscito da anni dal carcere e dalla lotta armata, condannato per l'assassinio di un portavalori a Genova nel marzo del 1971.

L'omicidio fu considerato il primo atto del terrorismo rosso durante gli anni di Piombo. Le dichiarazioni sono state rilasciate ai cronisti del quotidiano 'La Prealpina'. Per ottenere la sua liberazione, le Brigate Rosse nell'aprile 1974 organizzarono a Genova il sequestro del magistrato Mario Sossi, che fu definito il primo attacco diretto contro lo Stato democratico.

Attualmente Rossi, che è nato a Genova ma risiede a Novara, è curatore del Museo di Storia Naturale 'Faraggiana-Ferrandi' di Novara. Una volta uscito dal carcere, alcuni anni fa, il brigatista rosso si è ricostruito una vita rispolverando la sua passione per la natura e la sua capacità come imbalsamatore e preparatore di animali per i musei.

"Alla rivoluzione dobbiamo credere - ha aggiunto Rossi - perché è l'unica speranza che resta alle prossime generazioni per salvarsi e salvare la natura dalla distruzione e dalla avidità del successo di pochi. La nostra storia è anche una storia di profondi legami di amicizia, che va dalle scuole elementari alla morte in carcere. Oggi siamo rimasti in 4 del nucleo fondativo della XXII Ottobre".