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Boccadasse accusa cronisti, ma Capitaneria no e nessuno fa il nome

[caption id="attachment_207937" align="alignleft" width="586"] L'osteria Creuza de ma a Genova Boccadasse: indignati con i clienti e i giornalisti[/caption]

GENOVA. 3 LUG. Maniman. "Tutti i commercianti di Boccadasse" s'indignano con i clienti e i giornalisti, ma non con la Capitaneria e nessuno di loro si azzarda a fare il nome. Anzi, dicono: "A tutti noi NON interessa che venga reso pubblico il ristorante in questione".

L'altro giorno la Capitaneria-Guardia costiera ha divulgato agli organi di stampa un comunicato ufficiale su un'operazione che ha riguardato un ristorante nella zona di Boccadasse, sanzionato e chiuso per irregolarità, pure con l'intervento degli ispettori dell'Asl3 (pesci surgelati con muffa, mitili scaduti, incrostazioni nelle cucine).

Tuttavia, la fonte non ha indicato il nome del locale pubblico.

Molti giornalisti genovesi, diligentemente, hanno ripreso e pubblicato la notizia così come è stata fornita dalla Capitaneria, senza distorsione dei fatti riferiti. Tanti lettori, però, si sono infuriati e, per la tutela della loro salute, hanno chiesto a gran voce di conoscere tale informazione.

I cronisti, quindi, hanno chiesto il nome del ristorante e/o copia del verbale ai responsabili della Capitaneria, che hanno opposto un rifiuto alla richiesta di divulgazione al pubblico.

Sul web si è quindi scatenata una polemica, che però sembrava destinata a scemare (come avviene spesso in questi casi). Invece, ieri sono usciti allo scoperto "tutti i commercianti di Boccadasse" che per il tramite della loro portavoce hanno accusato i cronisti, i quali in realtà hanno fatto solo il loro dovere.

Nessuno dei "commercianti di Boccadasse" si è indignato contro la Capitaneria, ossia contro chi ha rivelato la notizia incompleta. Non si sa mai.

Inoltre, nessuno dei "commercianti di Boccadasse" ha pensato di incaricare la loro rappresentante di rivelare al pubblico il nome del ristorante, al centro del giallo. Non si sa mai.

Pertanto, l'iniziativa è inutile per la salute dei cittadini, così come per la corretta e trasparente informazione al pubblico, nonché per la tutela dei medesimi "commercianti di Boccadasse" non colpiti dalla sanzione della Capitaneria. Perché appare omertosa e fine a se stessa.

Occorre poi precisare che, in questo caso, a differenza di "tutti i commercianti di Boccadasse" che hanno accusato i giornalisti, nessun cronista genovese si è permesso di esercitare il diritto di critica, né di accusare lavoratrici e lavoratori di non svolgere il loro mestiere onestamente, ma sono stati riportati dei fatti applicando correttamente le norme del diritto/dovere di cronaca.

Ecco il testo pubblicato ieri notte sul suo (pubblico) profilo Facebook dalla portavoce dei commercianti Stefania Dimarco, lavoratrice presso l'osteria Creuza de ma, che non è certo l'unica a Genova e in Italia a spaccarsi la schiena per andare avanti, fra mille difficoltà burocratiche, ingiustizie, tasse e gabelle varie:

"Buonasera.....scrivo a quest'ora perché abbiamo appena finito di lavorare presso le nostre attività di boccadasse!!! Scrivo questo post a nome di tutti quelli che come noi si spaccano la schiena, non per diventare ricchi ma solo per poter gestire onestamente e nel miglior modo le nostre attività! Ed è per questo motivo che tutti insieme OGGI ci siamo INDIGNATI quando abbiamo letto su i social e ascoltato alle televisioni locali che era stato chiuso dalla ASL un ristorante nel borgo di boccadasse!
INDIGNATI quando abbiamo iniziato a leggere post dove si ipotizzava un locale piuttosto che un altro!
INDIGNATI quando rispondevano a telefonate con la scusa di una prenotazione (peraltro non fissata) per avere informazioni sul locale in questione!
INDIGNATI quando abbiamo telefonato al secolo xix chiedendo di salvaguardare i locali non oggetto della chiusura e ci è stato risposto che non era di loro competenza!
INDIGNATI perché la stampa si ricorda di BOCCADASSE solo per queste cose ma in inverno quando lottiamo tutti per poter andare avanti si dimentica completamente di noi!
A tutti noi NON interessa che venga reso pubblico il ristorante in questione, che peraltro bisognerebbe accertarsi se tutto quello che hanno scritto è reale visto che ha già riaperto, ma vorremmo un po più di professionalità da parte di chi dà informazioni incomplete e sbagliate, creando disagi e danni a chi invece lavora con professionalità!!!!
Stefania Luisa a nome di tutti i commercianti di boccadasse". Fabrizio Graffione