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Beffa: Arma e polizia ci difendono, i pm scagionano abusivi estorsori

[caption id="attachment_191033" align="alignleft" width="998"] Un posteggiatore straniero abusivo pretende il "pizzo" da una donna[/caption]

GENOVA. 8 APR. Cittadinanza, turisti e forze dell'ordine beffati dai pm. Altro che pulizia. La procura nei giorni scorsi ha archiviato una ventina di denunce contro gli abusivi estorsori del centro città. Carabinieri e poliziotti, che ci difendono in strada rischiando la vita per quattro soldi, sono stati ridicolizzati da taluni pm della procura genovese, che guadagnano molto di più e, quando lavorano, stanno a casa o in ufficio.

La motivazione appare più ridicola della ridicolizzazione delle forze dell'ordine, che secondo taluna componente della procura genovese non sarebbero neppure in grado di distinguere fra un sorriso e un ghigno, fra la richiesta di un'elemosina e la pretesa di denaro con minacce.

In sostanza, per i pm gli immigrati non sarebbero perseguibili dalla giustizia perché avrebbero anche sfoderato un sorriso nel pretendere il micro pizzo dai malcapitati, donne e anziani in primis, per "sorvegliare" la loro auto e non ritrovarsela danneggiata.

In pratica, alla domanda: "Se non ti dò i soldi, poi mi righi l'auto?" i senegalesi avrebbero dovuto replicare minacciosamente: "Sì, certo". E' come se i commercianti taglieggiati dal racket, chiedessero ai mafiosi: "Se non vi pago l'assicurazione, poi mi date fuoco al negozio?" e loro rispondessero con un sorriso o una pacca sulla spalla.

Poco importa se, come avvenuto in centro città e al Porto Antico, poi le auto siano state effettivamente danneggiate.

Non si tratta di delegittimare tutto il lavoro dei pm, ma di fare emergere la realtà dei fatti che accadono a Palazzo di Giustizia e il disastro post sessantottino o la mancanza di coraggio di cambiare il tran tran buonista, purtroppo frequenti in taluna componente della magistratura genovese, che continuano senz'altro a provocare danni perché costringono la popolazione a continuare a vivere nell'insicurezza e nel degrado. Fabrizio Graffione