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Astore salvato da alcuni muratori a San Bernardo, forse impallinato

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Astore salvato da alcuni muratori a San Bernardo, forse impallinato

Stavano lavorando in un cantiere edile in frazione San Bernardo del Santuario, sopra Savona, quando alcuni operai hanno visto atterrare, in evidente difficoltà, un bellissimo astore, uccello rapace abbastanza raro, se ne contano meno di mille coppie in tutta Italia.

I muratori lo hanno messo al riparo in una confortevole scatola di cartone ed avvertito i volontari della Protezione Animali, che sono accorsi a recuperarlo, come fanno per tutti gli animali selvatici feriti, malati o in difficoltà.

Si tratta di una giovane femmina che, dopo le prime cure, è stata avviata al CRAS di Bernezzo (CN), centro specializzato dove sono in corso i controlli veterinari.


Si teme che la ferita ad un’ala sia dovuta alla presenza di pallini da caccia e sono in corso le radiografie, seguiranno i tentativi di recupero della funzionalità dell’arto, la riabilitazione e, si spera, la reimmissione in libertà.

Gli astori vivono in boschi maturi e cacciano le loro prede, quali scoiattoli, lepri, ghiri, corvi, ghiandaie, con un volo ravvicinato a terra o attaccando da una posizione nascosta o rincorrendole a terra; per la cattura usano gli artigli del primo e secondo dito con cui le infilzano finché non smettono di muoversi; le carcasse vengono divorate a terra o sopra i rami più bassi degli alberi, con esclusione del periodo di riproduzione in cui sono portate ai piccoli nel nido; le ali corte e robuste e la lunga coda permettono di muoversi agevolmente tra gli alberi; sono particolarmente protetti dalla legge ma sono molto rari a causa del bracconaggio, dei bocconi avvelenati e del disboscamento; come per molte altre specie di rapaci la femmina è più grande del maschio.

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