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Arpal si difende: allerta meteo non scatta ad ogni pioggia

[caption id="attachment_192504" align="alignleft" width="300"] Allerta meteo e piogge: critiche ad Arpal ed Arpal si difende[/caption]

GENOVA. 13 MAG. "Ha piovuto più oggi che nelle ultime quattro allerte meteo messe insieme". E' uno dei tanti messaggi
comparsi l'altro giorno su un famoso social network, che criticano Arpal e Arpal adesso si difende.

"Al di là dell’inesattezza (le ultime quattro allerte meteo messe insieme hanno visto cadere molta più pioggia dell'altro giorno), è vero che in passato sono state diramate allerte - e ci saranno in futuro - con meno acqua. Ma c’è modo e modo per aprire un rubinetto, e non è solo la quantità complessiva di acqua fuoriuscita a far scattare l’allerta, che non va diramata ad ogni precipitazione, ma in previsione di determinati effetti al suolo. La giornata è stata caratterizzata da piogge diffuse su quasi tutte le zone, con intensità al più moderata e un unico temporale forte che ha interessato il centro della regione. Lo scroscio più intenso è stato di 37,2 mm fra le 18.30 e le 19.30 ad Alpicella, sopra Varazze, e le cumulate finali sono state solo localmente molto elevate, con poche centraline oltre i 100 mm/24 ore (ossia 100 litri d’acqua per metro quadrato di superficie).

Per quanto noto, gli effetti non sono andati oltre le estese pozzanghere lungo le strade, e al suolo non
si sono avute criticità. Infatti i bacini della Liguria hanno risposto soltanto nella zona della massima
intensità (il Sansobbia e il Polcevera al confine fra le province di Genova e Savona), restando peraltro
abbondantemente al di sotto del primo livello di guardia".

Secondo Arpal, sono stati due gli elementi che l'altro giorno hanno contribuito ad evitare effetti al suolo “da allerta”:
il primo è la previsione della pioggia, che indicava con relativa certezza intervalli di alcune ore fra una
precipitazione e l’altra; il secondo, le condizioni di saturazione del suolo, inizialmente prossime allo zero. Il
terreno ha avuto modo di assorbire l’acqua caduta dal cielo, senza restituirla subito in superficie.

"L’emanazione di un’allerta - ha aggiunto Arpal - non è legata solo alla quantità di acqua caduta
dal cielo, ma anche all’intervallo di tempo in cui cade e agli effetti che comporta al suolo".