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Antiterrorismo, l'imam di Sampierdarena rischia l'espulsione

GENOVA. 15 GEN. Era finito nel mirino di un'indagine della Digos e dell'Antiterrorismo genovese anche per i suoi sermoni a Sampierdarena, ma lui si è sempre difeso, spiegando che con gli jihadisti non c'entra nulla e che nel locale di via Castelli, trasformato praticamente in moschea, si erano raccolte le firme contro gli islamisti dell'Isis: "Distribuiamo anche volantini contro chi predica odio".

Ora però l'imam Mohamed Naji, 33 anni, rischia di essere espulso dall'Italia perché nei giorni scorsi la questura di Genova ha deciso di non rinnovargli più il permesso di soggiorno, bocciandone la richiesta di proroga. Secondo gli investigatori, sarebbe una persona potenzialmente pericolosa.

La procura genovese lo ha indagato per associazione con finalità di terrorismo. L'anno scorso l'imam di Sampierdarena era stato al centro di una perquisizione insieme ad altri due islamici, un albanese e un tunisino, sospettati di far parte di una cellula fondamentalista.