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Anche il Ferraris contro la giunta che non fa: Doria replica su Fb

GENOVA. 13 FEB. Fusione Iren-Amiu bocciata a Tursi. "Cittadini e lavoratori non pagheranno i vostri errori". E' lo striscione comparso ieri al Ferraris contro la giunta Doria che non fa. In 5 anni la situazione è precipitata nel baratro e il sindaco di Genova, in tutto questo tempo, non è stato in grado di trovare soluzioni. Se il governatore ligure Giovanni Toti parla di una città "ostaggio di scelte in gran parte ideologiche" Marco Doria replica con un lungo post su Facebook.

"Intervengo ancora una volta - scrive Doria - per dire esattamente come stanno le cose su Amiu.
1. Io sono sindaco dal 2012 e non avevo alcun ruolo amministrativo in precedenza. Non sono dunque responsabile per come l'azienda è stata amministrata in passato. Sto cercando di trovare le soluzioni possibili oggi, non quelle che si potevano trovare 10 o 15 anni fa.
2. Nel 2014 la discarica è stata chiusa e il Comune ha, con indagini della magistratura in corso, seguito tutte le procedure di legge per poterla riaprire e per fare un piano finanziario che consente il risanamento ambientale del territorio.
3. Oggi Amiu ha debiti con il comune e con le banche perché la Tari non bastava a sopportare i costi aumentati per il trasporto fuori Genova dei rifiuti.
4. Oggi Amiu ha una prospettiva di vita che termina nel 2020 quando ci sarà una gara per affidare il servizio di spazzamento e raccolta.
5. Oggi Amiu non ha un euro per realizzare quegli investimenti in impianti industriali del ciclo dei rifiuti che possono e debbono servire per Genova e per la città metropolitana.
6. La soluzione proposta - l'aggregazione industriale con Iren - consente di : a) ottenere una proroga del contratto di servizio ( altrimenti impossibile) garantendo ad Amiu di continuare a lavorare oltre il 2020; b) Iren può portare soldi per fare quegli investimenti (con creazione di lavoro) che Amiu non è in grado di fare; c) la sopravvivenza di Amiu oltre il 2020 consente di poter restituire il debito in un periodo lungo e in modo sostenibile finanziariamente.
Dunque l'aggregazione con Iren (società controllata da Comuni italiani, tra cui il Comune di Genova) delinea un percorso, l'unico oggi possibile, per affrontare una situazione drammatica. Con il Comune commissariato e senza l'approvazione di una delibera come quella proposta l'alternativa è la Tari alle stelle o la rapida messa in liquidazione di Amiu. Due soluzioni per me inaccettabili. Se ci sono dei maghi capaci di proporre ricette miracolose si facciano avanti, ma cerchino di evitare di prendere in giro i genovesi e i lavoratori".