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Albanese riduce in schiavitù e sfrutta prostitute: arrestato

[caption id="attachment_62365" align="alignleft" width="360"] Stop alla violenza sulle donne: un albanese è stato arrestato dai carabinieri per avere ridotto in schiavitù e sfruttato quindici lucciole romene[/caption]

GENOVA. 23 FEB. Stamane i carabinieri hanno arrestato in un appartamento di Sestri Ponente un albanese di 40 anni, su ordine di esecuzione emesso dal Tribunale di Genova, dovendo scontare la pena di anni 4 anni e 7 mesi di reclusione per condanne inerenti i reati di riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina, commessi tra il 2003 e 2005 a Genova, Ventimiglia, Novi Ligure e Serravalle Scrivia.

Nei giorni scorsi la sentenza di condanna è diventata definitiva. L'immigrato è stato riconosciuto colpevole insieme ad altri undici connazionali.

La vicenda processuale scaturì dall’attività d’indagine denominata “Harvest Season” condotta dalla compagnia carabinieri di Genova Sampierdarena, che nel 2004 consentì di liberare 15 ragazze romene segregate in alloggi regolarmenti affittati nei quartieri genovesi di Sestri Ponente, Pontedecimo, Sampierdarena, Molassana, Lagaccio e Rivarolo.  Le ragazze, alcune anche minorenni, fatte entrare in Italia con documenti falsi, venivano rinchiuse negli appartamenti, dai quali potevano uscire solo per prostituirsi.

Stamane i militari della sezione Catturandi del nucleo Investigativo, hanno arrestato l’albanese nella sua abitazione di Sestri Ponente, dove era sottoposto agli arresti domiciliari, poiché nel mese di dicembre 2015 era stato nuovamente arrestato per  detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo le formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di Marassi.