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Agente ci rimette la milza, sindacato polizia: migranti violenti sono delle belve

GENOVA. 21 AGO. “L’ennesimo atto di violenza da parte di cittadini extracomunitari, avvenuto questa volta a Sanremo, nei confronti di Poliziotti intervenuti per garantire la sicurezza pubblica, operatori che hanno rischiato la propria vita, dimostra ancora di più come alcune persone non abituate a convivere in maniera civile in paesi democratici debbano essere considerati alla stregua di belve assetate di sangue”.

Lo ha dichiarato oggi Matteo Bianchi, leader ligure del COISP, Sindacato Indipendente di Polizia, in merito all'inquietante episodio avvenuto ieri sera a Sanremo, dove durante un servizio di controllo di tre tunisini la pattuglia di una volante è stata aggredita con inaudita violenza. Un agente ci ha rimesso la milza. La capo pattuglia è stata ferita (5 giorni di prognosi) e minacciata di morte dai maghrebini.

“Ormai la misura è colma - ha aggiunto Bianchi - quotidianamente su tutto il territorio nazionale leggiamo notizie su incivili attacchi, da parte di cittadini extracomunitari e non solo, agli appartenenti delle Forze dell’Ordine, ed anche la nostra regione purtroppo non è nella maniera più assoluta esente da queste azioni deplorevoli.

A Sanremo, un poliziotto ferito è stato costretto subire un delicato intervento chirurgico per l’asportazione della milza a causa delle lesioni ricevute, con prognosi medica riservata. Dobbiamo dire basta a questo gioco al massacro i cui protagonisti passivi restano sempre e comunque gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, privi di garanzie poste in loro tutela e vittime di leggi sempre più punitive in caso di loro intervento anche se necessario.

Purtroppo le conseguenze sono queste. Poliziotti inermi costretti a subire inutili violenze tali da mettere a repentaglio la loro stessa incolumità. Basta slogan di facciata qui occorrono provvedimenti urgenti atti a tutelare il nostro operato e la sicurezza dei cittadini onesti.

Quanto accaduto ieri sera nel Ponente ligure  enfatizza ancora di più il fatto che culture differenti difficilmente possano convivere. E lo diciamo perché se il nostro sistema legale con le relative pene può andare bene per chi ha un senso civico sviluppato ed occidentalizzato, purtroppo, e questo duole dirlo, alcune persone che arrivano nel nostro paese con culture molto diverse, e le recenti notizie di cronaca chiaramente ci supportano in questo senso, sembrano non  compatibili con il nostro sistema sociale e legale e appaiono belve assetate di sangue e violenza.

Un sistema, il nostro, le cui lacune si ripercuotono evidentemente su chi, e mi riferisco alle Forze dell’Ordine, queste inadeguatezze le subisce perché costretto a farci i conti quotidianamente. E’ chiaro che è necessario agire diversamente. O si comprende che non possiamo lasciare liberi di muoversi sul nostro territorio persone che non hanno nulla da perdere, visto il loro status giuridico, o si cambiano le regole del 'gioco' per dare maggiori tutele a chi questo Paese lo salvaguardia tutti i giorni ossia le donne e gli uomini in divisa.

Auguriamo una pronta guarigione ai colleghi, siamo pronti ad attivare una raccolta fondi per assicurare al collega che ha rischiato la vita ed alla sua famiglia le adeguate coperture che potrebbero essere necessarie a conseguenza della vile aggressione subita”.