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A10, colleghi operai morti volevano linciare il romeno: mercoledì interrogatorio

GENOVA. 27 MAR. Tir assassini. Secondo alcune fonti, i colleghi dei due operai travolti ed uccisi ieri sull'A10, in un momento di rabbia, volevano linciare il conducente romeno e il connazionale che gli stava accanto. I due stranieri, in preda alla paura, avrebbero cercato rifugio nella galleria Pecorile fino all'arrivo delle pattuglie della Polizia stradale. Il 44enne e l'altro camionista che non era alla guida (rilasciato ieri pomeriggio) sono quindi stati presi in consegna dagli agenti. Il responsabile dell'incidente, in stato di choc, si sarebbe messo a piangere davanti ai poliziotti e, mettendosi le mani fra i capelli, avrebbe ripetuto più volte: "E' giusto che vada in carcere".

Lo straniero, risultato negativo ai test sul consumo di alcol e droga, verrà ascoltato mercoledì dal pm. E' indagato per omicidio colposo plurimo e si trova in stato di arresto per omicidio stradale. E' stato rinchiuso a Marassi.

L'avvocato difensore ha spiegato che il 44enne romeno e tutta la sua famiglia sono sconvolti per quanto è successo: "Una tragica fatalità".

Domani il pm assegnerà a un perito l'incarico di ricostruire nei dettagli la dinamica dell'incidente, in collaborazione con gli investigatori della Polstrada. Inoltre, proseguono le indagini sulla decisione di Autostrade di aprire al traffico una seconda corsia poco prima dell'incidente. La procura dovrà stabilire se sussistano eventuali responsabilità della Società Autostrade, anche in merito alle segnalazioni del cantiere.

Il San Martino di Genova oggi ha comunicato che uno degli operai feriti gravemente ha ripreso conoscenza e respira spontaneamente. Pertanto, non è più intubato, ma l'intervento al quale dovrà sottoporsi è stato rinviato di qualche giorno. Stanno migliorando anche le condizioni del secondo operaio ricoverato all'ospedale di Pietra Ligure.