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Genova, annullato il sequestro a un’amica di Spinelli

Genova, annullato il sequestro a un’amica di Spinelli
Il Tribunale di Genova (foto di repertorio)

Sindacati e gioielli restituiti: i giudici evidenziano carenza di indizi solidi nell’indagine per riciclaggio

Il tribunale del Riesame di Genova ha revocato il sequestro preventivo di 130 mila euro in contanti e di alcuni gioielli nei confronti di una donna coinvolta in un’inchiesta sul presunto riciclaggio collegata all’imprenditore Aldo Spinelli. I magistrati hanno ritenuto insufficiente il quadro indiziario per giustificare il provvedimento cautelare patrimoniale, disponendo la restituzione immediata di denaro e preziosi.

Il provvedimento originario

Il sequestro era scattato a seguito di un controllo della Guardia di Finanza nell’abitazione della donna, dove erano stati rinvenuti contanti, un Rolex e un bracciale Cartier, inizialmente ritenuti incompatibili con il reddito dichiarato. La giudice per le indagini preliminari aveva convalidato l’operazione basandosi sugli indizi disponibili, pur non disponendo della totalità degli atti dell’inchiesta valdostana collegata.

La decisione del Riesame

Accogliendo il ricorso della difesa, presentato dall’avvocato Luca Ciurlo, il collegio del Riesame ha annullato il sequestro. Nelle motivazioni, i giudici hanno sottolineato che misure di questo tipo richiedono un quadro probatorio robusto, sufficiente a fondare una prognosi di condanna, elemento che nel caso specifico è risultato assente.

Contesto dell’inchiesta

L’indagine penale, avviata ad Aosta nel 2024, riguarda presunti episodi di corruzione legati a Spinelli. Secondo gli investigatori, l’imprenditore avrebbe trasferito denaro a due funzionari del Casinò di Saint-Vincent, convertendolo in fiches e depositandolo sul conto della donna. La difesa ha sempre contestato queste accuse, sostenendo la regolarità delle operazioni.

Le argomentazioni della difesa

L’avvocata della donna ha evidenziato come i contanti fossero detenuti legalmente e che le operazioni fossero considerate lecite dall’imprenditore. Pur non entrando nel merito dell’inchiesta principale, il Riesame ha confermato l’assenza di elementi sufficienti per mantenere il sequestro, rappresentando un primo successo cautelare per la difesa.

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