“Leggo che il post sui canali dei social network di Regione Liguria dedicato al martirio degli italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, sarebbe stato giudicato ‘irresponsabile’ perché ‘in occasioni come queste, si dovrebbe evitare il rischio di alimentare tensioni in un contesto particolarmente delicato per l’ordine pubblico’.
Cosa si intende dire? Che non si dovrebbero riaffermare i principi democratici, il rispetto delle vittime, la commemorazione di una ricorrenza istituita a livello nazionale di fronte alla minaccia della violenza politica?
È un concetto particolarmente grave, specie se espresso da chi rappresenta le istituzioni”.
Lo ha dichiarato oggi la vicepresidente di Regione Liguria e assessore alla Cultura Simona Ferro (FdI) in merito alle parole della sindaca di Genova Silvia Salis, che ha attaccato un post pubblicato da Regione Liguria in occasione del Giorno del Ricordo.
“Proprio le tragedie del passato, senza distinzioni di parte – ha aggiunto Ferro – dovrebbero insegnarci a difendere la memoria e il dovere di ricordare la lezione che ci arriva dallo Stato contro tutti gli estremismi .
Attendo di capire cosa ci sarebbe di irresponsabile nel difendere, oggi più che mai, le vittime di ogni barbarie.
In particolare la memoria, troppe volte calpestata a Genova, di una ragazza vittima dell’orribile furia dei partigiani di Tito, che ha ottenuto la Medaglia d’Oro al Valor Civile dall’allora presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi, che l’aveva definita ‘Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio’ nella motivazione dell’onorificenza”.
“Mai più oltraggi al Ricordo – ha sottolineato la capogruppo regionale Sara Foscolo (Lega) – le affermazioni del sindaco di Genova Silvia Salis sono da brividi.
Non si può additare la Regione Liguria e invocare l’uso ‘responsabile’ dei canali di comunicazione per un post pubblicato in occasione del Giorno del Ricordo dell’Olocausto italiano.
Il testo di Regione Liguria si limita a commemorare le vittime delle foibe e dell’esilio degli italiani costretti a lasciare le loro terre, ricordando il sacrificio di Norma Cossetto: sequestrata, stuprata, torturata, uccisa e gettata in una foiba dai partigiani titini. Ossia il simbolo dell’odio etnico e delle persecuzioni subìte dagli italiani.
Una comunicazione doverosa, sobria e istituzionale, che non provoca certo ‘tensioni’ o ‘rischi di ordine pubblico’ come invece sostiene il sindaco di Genova, ma è rispettosa dei tragici fatti accaduti, per troppo tempo dimenticati anche nei libri di storia, senza distinzioni di parte.
Semmai, è riprovevole che il Comune di Genova non abbia ancora ripristinato la targa in ricordo della martire e Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria Norma Cossetto e che a creare ‘tensioni’ e problemi di ordine pubblico nel capoluogo ligure, così come in altre città, siano quegli antagonisti spesso coccolati proprio dalla sinistra”.



















































