La segretaria nazionale Silvia Paoluzzi contesta le ipotesi di riforma sugli sfratti e chiede misure concrete per sostenere le famiglie in difficoltà
Il dibattito sulle politiche abitative si intensifica dopo le dichiarazioni del ministro Tommaso Foti in merito a possibili interventi normativi sugli sfratti. L’Unione Inquilini esprime timori per l’assenza di dettagli operativi e per il rischio che le nuove disposizioni possano tradursi in un’accelerazione delle procedure esecutive senza adeguate misure di accompagnamento per le famiglie coinvolte. Secondo la segretaria nazionale Silvia Paoluzzi, in un contesto segnato da una crescente emergenza abitativa servirebbero strumenti di tutela concreti e percorsi certi di ricollocazione abitativa.
Le risorse economiche e il nodo dei programmi pubblico-privati
Al centro delle critiche vi è anche la questione dei finanziamenti annunciati dal Governo per il settore casa. L’organizzazione sindacale sottolinea che le somme indicate, pari a diversi miliardi di euro, non risulterebbero inserite nella legge di bilancio e sarebbero in parte destinate a iniziative con partnership pubblico-private legate alla finanza immobiliare. Paoluzzi sostiene che tali programmi non garantirebbero una risposta sufficiente alla domanda abitativa e rischierebbero di avere un impatto limitato rispetto alle esigenze di chi vive in condizioni di precarietà.
Mancato confronto e riduzione delle misure di sostegno diretto
L’Unione Inquilini evidenzia inoltre la necessità di un confronto più ampio con tutte le organizzazioni sociali e sindacali coinvolte nelle politiche per la casa. Nella nota si segnala la preoccupazione per la riduzione dei fondi destinati ai contributi per l’affitto e alla morosità incolpevole, considerati strumenti essenziali per prevenire situazioni di sfratto. L’associazione ritiene che l’affidamento prevalente al social housing non possa rispondere alle esigenze di famiglie in povertà assoluta, né a quelle di chi è inserito nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica.
Emergenza abitativa e richieste di soluzioni strutturali
Secondo l’organizzazione, l’aumento delle esecuzioni di sfratto e la presenza di numerose famiglie in attesa di un alloggio richiedono politiche strutturali e un rafforzamento dell’edilizia pubblica. La segretaria Paoluzzi sottolinea che la priorità dovrebbe essere garantire soluzioni abitative alternative per evitare situazioni di vulnerabilità sociale, soprattutto per nuclei con minori e anziani. L’associazione chiede interventi che riducano le disuguaglianze e offrano percorsi di stabilità abitativa, evitando che le riforme legislative si limitino a modificare le procedure senza affrontare il problema alla radice.
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