Il primo giorno dell’anno alle ore 17.00, il sipario del Teatro Carlo Felice si è aperto per il gran Concerto di Capodanno, uno degli appuntamenti più attesi della stagione sinfonica; teatro al completo ed applausi infiniti e meritatissimi per gli artisti. Sul podio il maestro tedesco Hartmut Haenchen alla guida dell’Orchestra della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, con la partecipazione del soprano Erika Grimaldi e del tenore Fabio Sartori.
Il programma ha messo in dialogo due mondi musicali che hanno segnato l’epoca tra l’Otto e il Novecento: il teatro d’opera di Giacomo Puccini e la Vienna brillante di Johann Strauss figlio, con valzer e polke di elegante leggerezza. Un alternarsi di introspezione e slancio festoso, pensato per accompagnare simbolicamente l’ingresso nel nuovo anno.
La prima parte è stata dedicata ad alcune delle pagine più celebri di Puccini che gli artisti Grimaldi e Sartori si sono alternati nell’interpretare. “La tregenda” da LE VILLI ha un vigoroso impatto timbrico che pare rappresentare pienamente la vitale giovinezza del suo autore. Di seguito i brani più noti, intimisti e riflessivi di Puccini, da ” Un bel di’ vedremo” da MADAMA BUTTERFLY, il canto di una lunga ostinata e vana attesa, a “E lucean le stelle ” e “Vissi d’arte” da TOSCA , il ricordo di un amore che non si potrà vivere e la malinconica affermazione di uno stile di vita. Soprano e tenore, dotati entrambi di una voce splendida, intensa, potente, hanno saputo trasmettere ad un pubblico entusiasta non solo le proprie doti vocali ma anche i sentimenti e le emozioni racchiuse nelle arie. Bello l’Intermezzo da MANON LESCAUT, uno scoppio di volontà di vittoria e di energia sonora “Nessun dorma” da TURANDOT. Per di più i due artisti hanno anche omaggiato il pubblico con un inatteso duetto tra Cavaradossi e Tosca centrato sulla di lei gelosia.
La seconda parte dello spettacolo ha omaggiato la cultura musicale dell’impero asburgico, con esibizioni dedicate alla danza e all’ intrattenimento e con i caratteri dell’operetta viennese, presenti sia in Die Fledermaus Ouverture, sia nella timbrica Pizzicato-polka. Splendida l’esecuzione del Kaiser- valzer, dedicato a Francesco Giuseppe e del più celebre “Il bel Danubio blu”. Inaspettato l’omaggio finale al pubblico, la marcia di Radetzsky, con il maestro Haenchen che ha “diretto” simpaticamente il pubblico nell’accompagnare l’orchestra con il battere ritmico delle mani, come da tradizione. ELISA PRATO
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