Zapata: antagonisti bloccano accesso ai consiglieri comunali

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L'ingresso del centro sociale Zapata
L'ingresso del centro sociale Zapata
L’ingresso del centro sociale Zapata

GENOVA. 10 OTT. «Gli occupanti del centro sociale Zapata, che da più di vent’anni gestiscono abusivamente gli ex Magazzini del sale di via Sampierdarena, hanno impedito che i componenti della commissione consiliare competente del Comune di Genova potessero effettuare il proprio sopralluogo. Un fatto gravissimo perché è stata negata la possibilità ai consiglieri comunali, chiamati a decidere l’operazione d’acquisto dell’immobile da parte del Comune e annessi lavori di messa in sicurezza per un investimento complessivo da 4,3 milioni di euro, di verificare lo stato dell’immobile. Alla maggioranza che sostiene Doria va bene così, visto che ha deciso di non procedere a ulteriori controlli».

E’ quanto denunciato stamane da Alessio Piana, capogruppo in consiglio comunale a Genova, che, insieme agli altri componenti della commissione incaricati del sopralluogo, si è trovato con le porte letteralmente sbarrate, con tanto di lucchetti, degli ex Magazzini del sale a Genova Sampierdarena, sede del centro sociale Zapata. L’edificio del XIX secolo, sottoposto alla Soprintendenza per il proprio valore architettonico, è attualmente di proprietà del demanio dello Stato, ma in via di trasferimento al Comune di Genova in base al progetto di valorizzazione.

«Sono circa 1.500 metri quadri di superficie che hanno bisogno di essere messi in sicurezza e quindi di un intervento di manutenzione straordinaria davvero importante – spiega Piana – il costo del recupero dell’immobile è stato stimato in circa 3,4 milioni di euro a carico ovviamente delle casse comunali».

 

Da anni la Lega Nord con il consigliere municipale Centro Ovest Davide Rossi,  si fa portavoce della protesta del quartiere di Sampierdarena per le attività che si svolgono all’interno dell’edificio occupato dal centro sociale Zapata. «A questo punto oltre ai disagi che ogni notte i residenti si trovano a dover sopportare per musica ad alto volume, schiamazzi e attività poco trasparenti perpetuate dagli occupanti – dice Piana – ci ritroviamo a dover pagare, come cittadinanza, i costi per il restauro di un edificio che rimarrà terra di conquista per inquilini abusivi e a vedere autorizzati dei lavori totalmente a scatola chiusa. Una doppia beffa insopportabile per il quartiere di Sampierdarena che avrebbe bisogno di ben altro che un centro sociale restaurato e per Genova intera».

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