Win Vandekeybus, energia pura alla Tosse

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Vandekeybus alla Tosse
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Vandekeybus alla Tosse
Vandekeybus alla Tosse

GENOVA. 7 DIC. Due ore di energia pura quelle a cui ci ha fatto assistere il coreografo belga Wim Vandekeybus in questa suo ultimo lavoro presentato in prima nazionale al teatro alla Tosse in questo fine settimana.

La rassegna Resistere e Creare con la direzione artistica di Michela Lucenti ha fatto un grande regalo a Genova portando la nota compagnia Ultima Vez diretta da Vandekeybus che, sabato 5 alle 20,30 con replica domenica 6 alle 18,30 sul palcoscenico della sala Trionfo, ha presentato  Speak Love if you Speak Love di Wim Vandekeybus in unica tappa italiana.

In una scena scarna i cui drappi sul fondale nascondo una band musicale irrompono gli 8 straordinari danzatori che in maniera primordiale raccontano l’amore. A condurre i fili è una donna nera, superbo soprano, come fosse la madre terra, matronale disponibile, ma al contempo autoritaria, proprio come una mamma quando vuol tenere a bada i suoi figli o cuccioli se si parla di animali. Infatti gli uomini (e donne ) che vediamo in scena hanno molto degli animali per quanto riguarda istintività. E qui sta il bello, il forte e il travolgente. Quello che prova ognuno di loro, dall’stinto alla passione, dall’arte di seduzione alla violenza, esce fuori attraverso i movimenti della danza con prorompenza, aiutato anche dalla musica di Mauro Pawlowski che certo non è cornice dello spettacolo bensì parte integrante, come il cuore che pulsa forte i suoi battiti.

 

I danzatori sono bravissimi, tecnicamente preparati al meglio, e qui fa la differenza, perchè tutto è studiato e lavorato ad hoc, senza sbavature, gesti superflui o inadeguati. Una combinazione perfetta tra tradizione classica e sperimentazione contemporanea che ci racconta la vita vissuta spinta a volte fino all’estremo.

All’interno dello spettacolo se vogliamo troviamo anche  un po’ di Sagra della primavera, un po’ di Macbeth, riferimenti che non sminuiscono l’effetto voluto da Vandekeybus che ci parla con franchezza di tutti gli stati interiori dell’uomo , a volte tanto sublime quanto bestiale.

E se anche la scena di un sacerdote che spaccando con un pugno la grata del confessionale accarezza in maniera impudica colei che le confessa i suoi peccati, ha fatto scandallizzare una spettatrice tanto da farla alzare e correre verso l’uscita, il pubblico ha gradito, apprezzato ed amato uno spettacolo che senza mezzi termini , com maestria e classe ha raccontato la verità.

FRANCESCA CAMPONERO

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