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WEEKEND DI “FOLLIA AL FEMMINILE” A PIGNA PER AUTUNNONERO

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di “Shining” sprofonderà negli oscuri abissi della psicopatologia femminile, in un itinerario “nero” tra dark ladies, assassine e “cattive madri”. L’itinerario partirà sabato 10 novembre alle 15,00, nella sala convegni del Grand Hotel Pigna Antiche Terme, con un viaggio nel Grande Schermo insieme al regista Enzo Aronica. Il Regno dell’Immagine evolverà inesorabile e il Nero muterà in tutte le sfumature del Rosso: dalle Dark Ladies del Primo Cinema alle Cattive Madri, Spose e Sorelle degli attuali Schermi Digitali. Tra seduzione e necrofilia, attraverso brevi tratti di una passeggiata ragionata al fianco delle terribili Donne Estreme, Signore dell’Incubo cinematografico, seguendo passo dopo passo una scia di sangue e di paura che non accenna a esaurirsi. La seconda “tappa” di sabato (ore 17,00) porterà l’Overlook Hotel in Ungheria alla fine del XVI secolo, per incontrare la figura oscura e controversa di Erzsébet Báthory, nota ai più come la Contessa Sanguinaria. Erzsébet Báthory nacque nel 1560 da una facoltosa e importante famiglia strettamente legata ai regnanti d’Ungheria. A undici anni era in grado di leggere in latino, conosceva la Bibbia e la storia d’Ungheria, il che costituiva certamente un primato se si tiene conto che le sue coetanee appartenenti al suo rango erano appena capaci di leggere e scrivere. Dopo dieci anni di matrimonio, Erzsébet era madre di quattro figli e, secondo le cronache coeve, pare che dedicasse tutto il proprio tempo libero alla magia nera. Sembra che con il passare degli anni la contessa avesse diretto le proprie ricerche in un’unica direzione: la conquista dell’eterna giovinezza. Venne a sapere che un elisir eccezionale era costituito dal sangue dì vergine: da quel giorno non riuscì a pensare ad altro. Pare che trascorresse periodi sempre più lunghi nel suo castello e ben presto le segrete di Csejthe si riempirono di giovani donne reclutate tra il popolo, forse invitate a lavorare per la contessa dietro il miraggio di un grosso compenso. Quando una delle vittime riuscì a scappare ebbe inizio il declino della sanguinaria contessa. Il 30 dicembre 1610 Erzsébet fu arrestata nel suo castello di Csejthe. Nelle segrete del castello furono ritrovate molte ragazze, numerose erano segnate da piccole ferite prodotte dagli aguzzini della contessa per prelevare il sangue da offrire alla terribile donna. Furono anche ritrovati molti cadaveri sotterrati nelle segrete del castello. Al termine dell’inchiesta furono rinvenuti i resti di seicentodieci vittime, nella maggioranza dei casi si trattava di donne. Tutti i collaboratori della Bathory furono giustiziati dopo essere stati sottoposti a tremende torture; le donne che si erano prestate al gioco della contessa finirono tutte sul rogo con l’accusa di stregoneria. Per la nobile invece la condanna a morte fu commutata in segregazione a vita nella sua camera di Csejthe. Nel marzo 1611 la porta fu murata e fu lasciato solo un piccolo spazio necessario per il quotidiano passaggio del cibo. Fu trovata morta il 14 agosto 1614 senza che nessuno avesse avuto modo di conoscere con precisione quali fossero i riti praticati con il sangue di tante giovani innocenti vittime. Con Luciano Pirrotta, autore di un libro sulla Báthory dal titolo “Erzsébet Báthory: Una Visione. Incubo Rosso”, ci si addentrerà nella società, nella cultura e nei costumi dell’epoca della Contessa, per poi affrontarne la storia, le accuse che le furono mosse, le diagnosi psicopatologiche formulate su di lei, la leggenda e la letteratura sviluppatesi dopo la sua morte, i problemi bibliografici e documentali relativi alla ricostruzione di fatti e personaggi coevi. Si procederà quindi ad un excursus sugli odierni sviluppi del mitologema della Contessa negli ambiti della musica, della cinematografia, del fumetto e dei videogiochi. L’ultima tappa dell’itinerario nella follia al femminile, domenica 11 novembre alle 15,00, affronterà il caso della serial killer Leonarda Cianciulli, detta la “Saponificatrice di Correggio”.
È il 1930 quando Leonarda Cianciulli e la sua famiglia lasciano l’Irpinia, sconvolta dal terremoto, e si trasferiscono a Correggio. Con lei ci sono il marito, una figlia e tre figli maschi. Leonarda considera quei figli un miracolo, perchè avuti ben dopo 12 (o 14) gravidanze finite male. Maledetta dalla madre per aver sposato un uomo che non era quello prescelto dalla famiglia, Leonarda costruirà la sua vita attorno alla convinzione di esser perseguitata dal volere di questa. Appassionata di cartomanzia e legata alle profezie, quando uno dei figli viene chiamato sotto le armi in lei riaffiorano le vecchie paure e decide di “truffare” la morte prima che questa le porti via ancora una volta il suo bene più prezioso. In paese scompaiono tre donne, ma nessuno se ne preoccupa. Finché la signora Fanti, cognata della Cacioppo (una delle vittime) comincerà una serie di indagini personali. Scoprirà così che Leonarda ha venduto tutte le scarpe e i vestiti della cognata, compreso l’unico cappotto che questa possedeva… Finalmente la questura di Reggio prende in considerazione la accuse portate dalla Fanti arrivando all’arresto della Cianciulli. Nel pozzo della casa viene trovata una dentiera e resti umani di ossa nel solaio. Dapprima Leonarda accuserà degli omicidi lo Spinabelli, dicendo di essere una semplice complice, con lo scopo di attirare le vittime utilizzando la scusa della cartomanzia. Ma quando verrà arrestato anche suo figlio Giuseppe, allora deciderà di confessare, accollandosi ogni responsabilità. La Cianciulli passò gran parte della sua vita nel manicomio criminale di Anversa. Dopo aver predetto la sua morte, morirà di ictus il 15 ottobre del 1970, lasciando un memoriale intitolato “confessioni di un’anima amareggiata”. Fabio Sanvitale, giornalista di cronaca nera, produttore cinematografico e regista teatrale, Erika De Pieri, autrice del libro a fumetti “La Saponificatrice di Correggio”, e Lucia Marchiò, giornalista de “La Repubblica” e studiosa di criminologia, analizzeranno il caso nelle sue componenti ora più crude e patologiche, ora più visionarie. In seguito a nuove ed approfondite ricerche, inoltre, Fabio Sanvitale presenterà in anteprima ad Autunnonero incredibili dettagli inediti che getteranno nuova luce sull’inquietante caso della Saponificatrice di Correggio.
In occasione della mostra delle tavole originali de “La Saponificatrice di Correggio” all’Overlook Hotel (Hall del Grand Hotel Pigna Antiche Terme), Erika De Pieri parlerà infine della sua esperienza come autrice di un lavoro così complesso, delle sue motivazioni e della sua interpretazione della storia al contempo dura e visionaria. Il weekend “Follia al Femminile” rappresenta la prima parte di un percorso più vasto, il quale si concluderà il 24-25 novembre all’Arkham Asylum di Dolceacqua con il weekend “Serial Killer”.

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