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Voucher, Pastorino sta con la Cgil: 2 SI’ ai referendum anti Renzi-Pd

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Il capogruppo regionale di RaS Gianni Pastorino con il leader Fiom Cgil Maurizio Landini

GENOVA. 14 FEB. “Due SI per il Lavoro”. Il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino appoggia in maniera aperta i referendum promossi da CGIL, e approvati dalla Corte Costituzionale, sulle annose questioni dei voucher e delle responsabilità negli appalti.

«Al di là della demagogia pompata da Renzi nelle questioni del lavoro, è sotto gli occhi di tutti il disegno turbo-liberista che va delineandosi – dichiara Pastorino Impossibile ignorare i milioni di voucher staccati in questi anni, senza alcun controllo, spesso applicati in spregio a migliori condizioni contrattuali che garantirebbero vere tutele.  Un mini-lavoro temporaneo, venduto in tabaccheria come un gratta e vinci: ecco la grande idea renziana. Un segno dei tempi? No, è lo smantellamento dello stato sociale».

Rispetto al 2014, il ricorso al ticket per pagare prestazioni saltuarie è aumentato del 32% nel 2016 e del 67% nel 2015; uno strumento da ridimensionare energicamente. «I voucher creano precarietà, iniquità e perdita di diritti. Per noi vanno limitati a determinate categorie, come avviene in altri Paesi europei, e non possono essere applicati ai settori dell’industria e dei servizi. All’inizio dovevano servire solo per poche categorie di lavoratori, come disoccupati da oltre un anno e studenti. Poi è arrivata la deregulation, incoraggiata proprio dall’ex Premier».

Altra questione nodale, tema del secondo quesito referendario, è la reintroduzione di maggiori tutele per i lavoratori delle società appaltatrici e subappaltatrici: «L’elusione delle responsabilità da parte di committenti e aziende in caso di mancata retribuzione. Una questione che abbiamo denunciato più volte in Regione. Se passerà il referendum, i dipendenti potranno chiedere il dovuto al committente dell’appalto: quest’ultimo sarà tenuto a versare subito gli stipendi e i contributi, senza attendere verifiche sulla liquidità dell’appaltatore».

La politica deve ripartire dai diritti: «In questi giorni, sembra esserci un gran daffare a sinistra e dentro il PD per ricomporre un pensiero unitario: io credo che si debba ripartire dai diritti e guardare al merito delle discussioni. Lasciamo perdere le effimere alchimie politiche o i calcoli ragionieristici, che magari a qualcuno sembrano vincenti a prescindere. Piuttosto, le forze di centrosinistra si preoccupino di come affrontare le questioni dirimenti che oggi pongono questi 2 referendum. Il futuro di Genova e della Liguria passa anche da qui. Per questo noi lo diciamo senza se e senza ma: Rete a Sinistra è per 2 SI ai referendum CGIL».

 

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