Voto scarso a mense scolastiche genovesi, risultato preoccupante

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Bimbi a tavola in un asilo: i genitori hanno dato un voto scarso alle mense scolastiche genovesi
Bimbi a tavola in un asilo: i genitori hanno dato un voto scarso alle mense scolastiche genovesi
Bimbi a tavola in un asilo: i genitori hanno dato un voto scarso alle mense scolastiche genovesi

GENOVA. 30 MAG. «Presenteremo una mozione sia in Comune sia in Regione per costituire una commissione permanente di esperti, nutrizionisti e responsabili Asl per affrontare le problematiche che affliggono le mense scolastiche genovesi e garantire così ai nostri figli un’alimentazione sana, equilibrata ed adeguata allo sviluppo di bambini e ragazzi».

Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, hanno reagito così alla diffusione del rating delle mense scolastiche italiane, realizzato in base ai giudizi raccolti tra i genitori, che colloca Genova al 21esimo posto in Italia.

«È un risultato che ci preoccupa – commentano Rosso e Balleari – e pensare che in Liguria e a Genova avremmo tantissimi prodotti del territorio da poter servire nei pranzi dei 20 mila alunni, che mangiano a scuola, anche per educarli a uno stile di vita sano e a un’alimentazione corretta, introducendo piatti di pesce, che in Liguria abbondano, in alternanza all’abuso della carne rossa.

 

Purtroppo è evidente che il Comune di Genova poco investa nella qualità del cibo delle mense scolastiche che al contrario dovrebbe essere al centro di accurati studi perché riguarda lo sviluppo corretto e sano di migliaia di bambini e per la prevenzione di patologie legate all’alimentazione da adulti.

Una più ampia somministrazione di frutta e verdura, magari delle nostre campagne, sicuramente sarebbe consigliabile per i nostri bambini a scuola, anche per promuovere le imprese agricole del nostro territorio. Pensiamo al latte: si è fatto un gran parlare dell’acquisto di latte degli allevatori delle valli genovesi: perché non promuoverlo nelle merende a scuola? Sarebbe un bel gesto di spinta alle produzioni locali e nel contempo un contributo sano alla crescita dei nostri bambini».

 

 

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