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VOLTAGGIO VUOLE TORNARE SOTTO LA PROVINCIA DI GENOVA

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VOLTAGGIO VUOLE TORNARE SOTTO LA PROVINCIA DI GENOVA

uno degli esempi della forte connotazione urbanistica e architettonica della cittdina di Voltaggio in alta Val Lemme,?attualmente sotto l’amministrazione della ?Provincia di Alessandria e dunque della Regione Piemonte. Architettura genovese, grande androne con scalone e finestroni al piano terra con le tipiche grigliature massicce in ferro digradanti a caduta obliqua che adornano i pi? begli e storici palazzi blasonati del centro storico di Genova. “Siamo genovesi da secoli. I Savoia ci hanno scippato senza tanti complimenti la nostra identit? dopo il Congresso di Vienna e poi ancora nel 1849?e senza appello nel 1859?- dicono in coro gli abitanti a partire dal Segretario Organizzativo della Pro Loco Ettore Repetto e Presidente del “Genoa Club Voltaggio Grifoni”, storico, cultore?e custode delle tradizioni locali e instancabile organizzatore di eventi e serate culturali e musicali? a tema? rigorosamente genovese?come i tributi?a De Andr??o la monumentale sagra che dura quattro giorni?dal 12 al 15 agosto degli gnocchi, naturalmente conditi al pesto di Pr? – la Provincia di Alessandria ci trascura, per la Regione Piemonte manco esistiamo, vogliamo tornare “a casa” sotto la Provincia di Genova e la Regione Liguria”. Certo non ? un proclama “di guerra” e forse la accesa discussione tra?il cronista impiccione e i voltaggesi ha anche il buon sapore di uno scambio di opinioni democratico tra custume e colore locale, rasserenato dalla brezzolina montana che rinfresca le estati di Voltaggio. Ma la verit? ? che in questa cittadina tra le pi? belle e orgogliose dell’appennino ligure, tutto parla del passato genovese. L’ urbanistica, con piazzette e carruggi sovrastati dai palazzi di stampo ligure della nobilt? andata che amava curare il proprio entroterra valorizzandone i pregi ambientali, agricoli e culturali. La lingua, che tradisce un forte cadenza dialettale genovese. I?cognomi, che sembrano presi pari pari dall’elenco del telefono di Genova e Provincia. La cucina, pi? portata a gustare le linguine condite con il pesto di Pr? e l’olio extravergine della Riviera che?gli “agnolot” al?rag? di carne alla piemontese e da ultimo ma non per ultimo, il dominante colore rossobl? di vessili, bandiere e stendardi? sventolanti da finestre e balconi delle case dai piani alti e dalla facciate vertiginosamente risucchiate verso?il cielo?con pregiate finiture di affreschi colorati come solo nel Centro Storico pi? grande del mondo, quello all’ombra della Lanterna s’intende, si ? soliti vedere. D’estate poi l’afflusso dei genovesi che amano passare da anni le vacanze estive a Voltaggio ? massiccio. E’ un turismo abituale, decennale fatto di proprietari o affittuari di seconde case che trascorrono le giornate tra i boschi della Val Lemme o a sonnecchiare tra la frescura dei palazzi dalle mura spesse e dalle profonde cantine sotterranee donde promanano profumi di prelibate scorte alimentari tradizionali, mille miglia lontani dalle “fornaci” delle cascine basso-piemontesi. Giovani e anziani insieme conversano piacevolmente in lingua zeneize negli ampi spazi verdi della Pro Loco, insediata all’ombra della “Casa Gotica dei Grimaldi” del 1251, costruita dalla Repubblica Marinara di Genova per il controllo delle gabelle di chi voleva inoltrarsi verso la gloriosa Citt?-Stato e il suo porto, dove, poco lontano dal crocchiare perenne delle bocchette della Fonte Sulfurea,?si gioca a bocce, a calcetto e a tennis o si gusta un gelato con la mente lontano dallo stress di un anno di lavoro ma il cuore vicino a “Zena illumina”.

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