Volpara, oltre mille casi di tumore: interrogazioni di Rosso e Balleari

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Una protesta dei comitati di cittadini alla Volpara in Valbisagno

GENOVA. 18 GIU. «Nonostante il Comune di Genova avesse già stralciato 16 anni fa dal Puc di Genova l’impianto della Volpara e le fondate proteste della popolazione residente per cattivi odori e continui malori, dallo scorso anno è stato riattivato il sito per attività di compattamento dei rifiuti. Una situazione intollerabile per i quartieri di Staglieno e Molassana che quotidianamente devono fare i conti con difficoltà respiratorie e disagi incalcolabili. Oltre che con lo spettro del rischio elevatissimo di incidenza tumorale».

Una protesta dei comitati di cittadini della Valbisagno
Una protesta dei comitati di cittadini della Valbisagno

Matteo Rosso, medico e presidente della commissione Salute in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova e prossimo candidato sindaco di FdI, stamane hanno annunciato la presentazione in via Fieschi e a Tursi di due interrogazioni “gemelle” sull’emergenza in Valbisagno.

A peggiorare la situazione, infatti, c’è stata l’attivazione, dal 2015, dell’impianto dei rifiuti solidi urbani, compattati alla Volpara prima di essere inviati in Piemonte per lo smaltimento. La grave situazione era già stata denunciata nei giorni scorsi ai carabinieri del Noe dai consiglieri municipali del gruppo Misto Aimé e Porrini.

 

«Secondo uno studio dell’Ist – hanno spiegato Rosso e Balleari – tra il 1988 e il 1998 si sono registrati incrementi di patologie tumorali tra Molassana e Staglieno maggiori rispetto a quelli di quartieri del ponente genovese come Cornigliano caratterizzati da una forte presenza industriale».

Secondo lo studio nei dieci anni presi in esame, a Staglieno sono stati 441 i casi di tumori, 445 a Molassana e 206 a Struppa contro i 323 per esempio di Cornigliano.

«Chiediamo garanzie alle autorità competenti – hanno aggiunto Rosso e Balleari – al fetore dei rifiuti portati alla Volpara si aggiunge inoltre l’aumento del traffico pesante dovuto al traffico di mezzi pesanti che portano i rifiuti genovesi verso il Piemonte. Non solo: oltre al sito per il compattamento, composto da 12 fosse, sono presenti il fangodotto e un deposito di eternit oltre ai forni crematori del cimitero di Staglieno e siti per il recupero di oli esausti. Il tutto a due passi dalla scuola elementare e media di via Lodi. Una situazione che va immediatamente monitorata e sanata per non dover assistere al ripetersi di aumenti di patologie tumorali che purtroppo sono già costate troppe vite tra gli abitanti dei quartieri della Valbisagno».

 

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