VIVERE E LAVORARE IN FRANCIA E’ MEGLIO

0
CONDIVIDI
cantiere-francia

cantiere-franciaGENOVA. 3 GIU. Chi non vorrebbe vivere in Costa Azzurra e godere degli splendidi paesaggi del litorale più famoso del mondo? Ma come sempre passare dal sogno alla realtà non è così facile.

Come per tutte le cose bisogna volerlo fermamente e impegnarsi con determinazione al raggiungimento dei propri progetti. Ma agli italiani non manca la determinazione e la voglia di arrivare dove si prefiggono, soprattutto quando il proprio paese sembra non riservare più la prospettive sperate né per sé che per i propri figli.

A torto o ragione quindi molti cervelli e molte maestranze italiane hanno preso il via scegliendo appunto la vicina di casa Francia per intraprendere una carriera degna, e ce l’hanno fatta.

 

Uno di questi fu tanti anni fa Mario Contini, genovese d’origine, figlio di petrolieri (il padre aveva una piccola raffineria di Busalla di Genova), un privilegiato senza dubbio, che dopo essersi occupato di petrolio anche lui per tanti anni decise poi nel 2007 di vendere tutto agli ungheresi e trasferirsi in Costa Azzurra costruendo golf house. Il golf infatti era la sua passione.

Contini è morto 2 anni fa nella sua casa di Montecarlo, ma le sue costruzioni continuano ad andare avanti ad opera della figlia Caterina che con lo stesso piglio ed abilità negli affari porta avanti il sogno del padre. Ma l’impero di Contini ha costituito un gran traino per tanti italiani che non erano nati con la camicia come lui, ma che in lui hanno creduto e che adesso da più di vent’anni hanno trovato in Francia la loro seconda patria perché in grado di dar loro e alle loro famiglie tanto lavoro degnamente retribuito.

Nel nuovo complesso di costruzioni a Cabris, vicino a Grasse, che comprende una golf house, un albergo e una serie di appartamenti sono impegnate maestranze che vengono dal sud Italia e che riguardo al lavoro in Francia si esprimono così: “Se fossi rimasto a Napoli oggi non so come sarei messo – dice Massimo, capo mastro – 20 anni fa ho trovato il coraggio di lasciare la mia città e non me ne pento affatto. Qui mi sono sposato ed ho creato famiglia. Ora sto spingendo che anche mio fratello faccia la stessa cosa, ma lui è avvocato giù e anche se le cose non vanno più bene come prima, lo sento ancora restio allo spostamento. Sono però convinto che prima o poi arriverà qui anche lui e capirà che è un’altra vita rispetto all’Italia”.

Dello stesso parere l’ingegnere e architetto Modestino Pianese, responsabile del cantiere di Cabris, anche lui napoletano e anche lui residente in Francia da 20 anni: “Devo molto a Contini, con lui mi sono costruito la mia professione. Dopo due anni un po’ difficili sia per l’ambientazione che per l’ingranaggio del lavoro adesso sono assolutamente soddisfatto della mia scelta di essermi trasferito qui. Vivo a Vence, mi sono sposato una francese ed ho figli “francesi”.

In Francia c’è più ordine e rigore che in Italia, dispiace dirlo, certo, ma è così. Del resto basta guardare qui come la pubblica amministrazione tiene le aiuole dei propri giardini pubblici, quando torno a Napoli è difficile non fare il confronto”.

Ed allora come concludere? Invitare i nostri i giovani a farsi coraggio nel fare la valigia?….

FRANCESCA CAMPONERO

LASCIA UN COMMENTO