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VIRUS H5N1: SU 22 CIGNI MORTI SONO SEI I CASI CERTI, NEL FRATTEMPO SEQUESTRATI 80 MILA POLLI AL SUD ITALIA

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VIRUS H5N1: SU 22 CIGNI MORTI SONO SEI I CASI CERTI, NEL FRATTEMPO SEQUESTRATI 80 MILA POLLI AL SUD ITALIA

atti aggiunto, anche il caso del cigno morto in provincia di Lecce ad Ugento per il quale le analisi effettuate dall’istituto zooprofilattico delle Venezia hanno confermato la positivit? al virus altamente patogeno della Aviaria. In tutto, ad oggi, sono 22 i cigni morti per sospetta influenza aviaria e trovati in Italia. I controlli sono scattati praticamente in tutte le regioni, soprattutto nelle zone umide e paludose, ritenute possibili rotte per gli uccelli migratori.
Scattate anche le misure previste dall’ordinanza firmata dal ministro Storace. Si tratta dell’istituzione di un’area di protezione e sorveglianza per 10 chilometri dal punto di ritrovamento degli uccelli malati, con controlli negli allevamenti e blocco della movimentazione di carni e animali per le zone di protezione e sorveglianza gi? individuate.
Il Ministro della Salute ? giunto in Sicilia per un sopralluogo nel parco naturalistico dell’ Etna dove sono stati rilevarti alcuni dei primi casi di influenza aviaria in alcuni esemplari di cigni morti. Questo il suo commento: “L’ abbattimento degli animali infettati o sospetti di aver contratto il virus H5N1 dell’ influenza aviaria ? necessario e rappresenta una misura di elementare e civile precauzione”. “A livello scientifico – ha proseguito il Ministro – l’ abbattimento degli animali malati o sospetti di contaminazione ? necessario, perch? non possiamo permetterci il rischio di contagio ad altri animali; si tratta di norme di elementare e civile precauzione”. In questo modo Storace ha risposto alle obiezioni sollevate da varie organizzazioni animaliste che, al contrario, non ritengono l’ abbattimento una misura necessaria. Dalle parole ai fatti: oltre 80 mila polli, settemila uova ed un centro di imballaggio sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas di Napoli in Calabria e Sicilia al termine di controlli capillari eseguiti dopo il ritrovamento di uccelli migratori provenienti dai paesi dell’Est risultati positivi al virus “h5n1”. I controlli sono stati svolti prevalentemente nelle “zone di protezione” e in quelle di “sorveglianza”. A Siracusa, i militari hanno accertato che le aree esterne di un allevamento avicolo non erano munite di reti di protezione al fine di evitare contatti tra i capi presenti e volatili selvatici. E’ stato cos? effettuato il sequestro cautelativo di 20 mila galline ovaiole per un valore di circa 100 mila euro. A Rosolini in provincia di Siracusa, i Carabinieri hanno sequestrato 70 galline ovaiole che si trovavano sul terrazzo di un’abitazione privata dove era stato creato un allevamento avicolo in assenza delle prescritte autorizzazioni. I Nas a Gela hanno scoperto un allevamento avicolo che era stato attivato in assenza delle prescritte autorizzazioni, sequestrando, in via cautelativa, 50 galline ovaiole. A Palermo, ad Agrigento, i militari hanno sequestrato 500 galline ed il capannone di un allevamento attivato senza le autorizzazioni. A Cir? Marina in provincia di Crotone, il sindaco ha disposto la chiusura di un allevamento avicolo costituito da 14 capannoni con 60 mila galline ovaiole, poich? nel contesto di precedente ispezione effettuata dal Nas di Cosenza ? risultato privo di certificato di agibilit?, di autorizzazioni sanitaria e per gli scarichi reflui e mantenuto in pessime condizioni. A Cetraro, in provincia di Cosenza, ? stato anche sequestrato un centro di imballaggio uova per carenze igienico-sanitarie e strutturali e 7mila uova. Il titolare ? stato inoltre segnalato all’autorit? giudiziaria per aver detenuto per la successiva commercializzazione confezioni di uova recanti false indicazioni circa l’allevamento di provenienza.

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