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Violenze per strada: corsi autodifesa per donne, Comune insegna anche a sparare

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La consigliera comunale leghista Eleonora Paccagnella al poligono con la pistola

Rapine in casa, violenze e aggressioni per strada. Ora basta. La difesa è sempre legittima. Altro che mosse di judo, karate e spray al peperoncino: le donne venete sono delle toste. E così, a grande richiesta, il Comune di Limena, nel padovano, ha organizzato i corsi di autodifesa anche con delle lezioni di tiro a segno per signore.

Al momento sono quasi un centinaio, ma il numero delle iscritte è destinato a crescere, visto e considerato il successo dell’iniziativa che insegna come maneggiare una pistola.

Tra le prime iscritte ci sono anche le tostissime consigliere comunali della lista civica Bitonci, Elena Cappellini, 24 anni, di Padova, e della Lega Nord, Eleonora Paccagnella, 26 anni, di Limena: “E’ importante che le donne sappiano difendersi, anche con le armi, perché purtroppo questo Stato ha scelto di essere assente e di non difenderci. Noi abbiamo il diritto di difendere casa nostra e di girare per strada tranquille. Il corso non incentiva l’uso della pistola, ma insegna ad usarne una”.


Martedì scorso, insieme a studentesse, massaie, professioniste, impiegate, imprenditrici e pensionate, le giovani politiche venete hanno impugnato una pistola per la prima volta, partecipando alla lezione d’esordio al poligono.

Il consigliere comunale delegato alla Sicurezza Jodi Barichello ha spiegato che “abbiamo introdotto le lezioni di tiro a segno a grande richiesta delle donne. Loro sono più precise e ordinate degli uomini, perfettamente in grado di custodire ed usare un’arma quando è necessario difendersi in una situazione di grave pericolo. Non incentiviamo l’uso delle armi, ma la cultura della difesa personale che è legittima e oggi più che mai necessaria”.

 

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