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VIOLENZE G8, AGNOLETTO: “A BOLZANETO VENNE PRATICATA LA TORTURA. MA L’ACCUSA E’ DI ABUSO D’UFFICIO”

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"Le testimonianze delle oltre 200 vittime delle violenze alla caserma di Bolzaneto hanno confermato quanto il movimento di Genova sostiene da quelle drammatiche ‘giornate cilene’ del 2001: le forze dell’ordine e il personale medico praticarono delle vere e proprie torture, fisiche e psicologiche, sui manifestanti fermati".

"Al dramma – prosegue Agnoletto – si aggiunge la beffa: dall’84 al 2001 i governi italiani non hanno trovato né il tempo nè la volontà per recepire nella legislazione italiana quanto previsto dalla Convenzione Onu contro la tortura. Ma c’è di peggio: quando, dopo i gravi fatti di Genova, si iniziò a discuterne la Lega propose che il reato di tortura scattasse solo nel caso fosse reiterato; come dire che la tortura praticata per la prima volta può essere tollerata! Lo stesso governo Prodi non riuscì ad approvare al Senato una legge contro la tortura. Il risultato è che oggi chi ha torturato è e rimarrà libero, senza neanche scontare un giorno di detenzione, infatti tutti i reati saranno prescritti. Mi auguro che chi sarà riconosciuto colpevole venga almeno rimosso da qualunque incarico, dalla polizia, dalla polizia penitenziaria e da qualunque istituzione pubblica; e che nel caso del personale sanitario coinvolto l’Ordine dei medici assuma adeguati provvedimenti. Nessun italiano può pensare di affidare la propria sicurezza e la propria salute nelle mani di chi ha torturato.

La tortura praticata contro più di 200 persone è così equiparata a un abuso d’ufficio, reato grave per un Sindaco o un Magistrato che approfitta della propria posizione, ma che prevede una pena quasi ridicola rispetto ai danni arrecati non solo alle singole persone ma all’immagine dello Stato, alla società intera. È chiaro che le violenze furono autorizzate e quanto meno a tutti fu garantita l’impunità".

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