Violenza su crocerossina, Piana: più controlli in centri accoglienza

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Il capogruppo regionale del Carroccio ligure Alessandro Piana

GENOVA. 7 OTT. Ieri, un migrante di origine bengalese è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale di Imperia per avere violentato una giovane volontaria della Croce Rossa nel centro di accoglienza a Ventimiglia. Il drammatico episodio risale al marzo scorso. Il giovane, accusato di violenza sessuale aggravata, è stato condannato a 5 anni e due mesi di reclusione. Oggi si trova agli arresti domiciliari.

Il bengalese era stato assegnato a dei servizi in cucina e ad altri lavori nel campo profughi. Il legale della vittima ha annunciato di voler chiamare in causa la Croce Rossa per la carenza di controlli all’interno del centro e fra i migranti utilizzati come volontari.

“Non li mettono in galera nemmeno se violentano le donne – ha commentato oggi il capogruppo regionale della Lega Nord Liguria Alessandro Piana – Nei casi di violenza sessuale sussiste un evidente pericolo di reiterazione del reato. Pertanto, non si capisce perché l’immigrato bengalese, riconosciuto colpevole, si trovi agli arresti domiciliari e non sia sottoposto alla misura di custodia cautelare in carcere.

 

La drammatica vicenda ha fatto emergere un altro inquietante aspetto del caos immigrati a Ventimiglia, specchio di quello che sono costretti a subire ogni giorno molti altri cittadini liguri e di altre regioni italiane.

La giovane donna sarebbe stata violentata dall’immigrato in una tenda. Fatti come questo ed altri, pongono seri interrogativi su quelli che sono i controlli all’interno dei  centri di accoglienza. Inoltre, se in un campo della Croce Rossa possono avvenire episodi di questo tipo, figuriamoci fuori.

Pertanto, nei confronti dei delinquenti occorre tolleranza zero e certezza della pena. Allo stesso modo, nei campi profughi e nei centri di accoglienza deve essere garantita la sicurezza, che non può essere affidata solo a dipendenti di Cooperative o responsabili della Croce Rossa”.

 

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