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VIOLENTI SCONTRI TRA TIFOSI DEL GENOA E FORZE DELL’ ORDINE

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i Carabinieri e Polizia in assetto antisommossa e maschere antigas sono accaduti ieri sera in pieno centro citt?.?Epicentro dell’incredibile escalation di?violenza?il circondario tra la Stazione Principe, via Balbi e via Brignole Sale, la strada che dall’Annunziata attraversa il Carmine per salire verso l’Albergo dei Poveri, sede della Facolt? di Scienze Politiche. La sentenza-mazzata della Caf emessa alle 11 del mattino “di un giorno da cani” ha rappresentato la benzina necessaria a far esplodere?i fuochi dei giorni scorsi. Ore 21,30, il corteo composto da 5 o 6mila persone parte all’improvviso da De Ferrari, incalza per Via XXV Aprile e non si fanno attendere i primi botti dei petardi. Di gran carriera la massa dei facinorosi, seguita a ruota dai pi? tiepidi, sorpassa Piazza Fontane Marose e si immette?nella galleria tra Portello e Largo Zecca.?E’ chiaro che l’obbiettivo ? la Stazione Principe. La massa urlante tira gi? bottiglie e pezzi di oggetti contundenti di ogni tipo verso gli avamposti della Digos. Ore 22, Carabinieri e poliziotti si allineano in falange da combattimento intorno ai veicoli blindati a presidio della Stazione Principe. Dopo dieci minuti scoppia lo scontro. Gruppetti di ultras spuntati da Via Balbi fronteggiano con urla bestiali i celerini.?Sotto una fitta pioggia di bottiglie di vetro e bengala rossi e verdi ad alto potenziale,?Carabinieri e Polizia sparano i lacrimogeni. Un celerino sviene tra le braccia dei colleghi. Ore 22,15 carica pesante dei militari che spinge di nuovo in Via Balbi i teppisti. Indietreggiando si lasceranno alle spalle, fioriere frantumate,?grossi roghi di cataste improvvisate, cassonetti incendiati, auto fracassate, moto e ciclomotori?avvolti dalle fiamme che rischiano di esplodere. Ore 22,30, un enorme rogo blocca il deflusso della polizia da Balbi verso Piazza della Nunziata. Stallo e nuovo fitto lancio di razzi esplodenti dai tifosi.?Ore 22,45 le forze dell’ordine varcano l’incendio e vengono a contatto con i tifosi all’Annuziata.?Ormai in preda all’adrenalina alcolica un folto gruppo di ultras risale Via Brignole Sale verso l’Albergo dei Poveri. La via ? stretta e tortuosa, i Carabinieri della?Divisione “Milano” non si arrischiano?in un corpo a corpo dagli esiti imprevedibili.?Ore 23, urla, rumori di distruzione e sfascio?e?denso fumo provengono dal Carmine. Il corteo si spezza, met? converge verso Largo Zecca ma sono i meno accesi.?I “guerriglieri” invece si lasciano andare alla devastazione di via Brignole Sale. Ore 23,30, i manifestanti piazzati alla Zecca si calmano di fronte allo sbarramento degli scudi dei militari ma dalle vie appena sopra il Comando Militare Regionale non si tacitano i rumori di guerra. Ore 24, le camionette blindate della “Milano” inseguono i pi? incattiviti su per la strada verso Castelletto. Ricomincia la pioggia di oggetti. Non sono pi? bottiglie ma mattoni e travi in ferro?saccheggiati dal cantiere edile presso il Mercato Rionale. Ore 24,30, la truppa di teppisti si ritira in collina sparpagliandosi per le vie di Castelletto. La “Milano” ripiega. Quello che rimane per la via ? un tappeto di laterizi, di cocci di vetro e una serie di vetture semidistrutte con cristalli sfondati e carrozzerie ammaccate. Scendono dalle case i proprietari delle auto. Volti terrei, qualcuno non ha neanche la forza di parlare. Lo sguardo perso nel vuoto del padrone di una Golf nuova di zecca ridotta ad un rottame ? l’emblema dello scoramento e dell’incredulit?. Ci va di mezzo anche un furgone dell’Associazione benefica “Massoero 2000″,?il sodalizio che si spende quotidianamente nell’aiuto di barboni e senza tetto. Gli uomini della Digos non?mantengono?la proverbiale flemma. Alcuni di loro, palesemente in preda ad eccessivi e poco professionali scatti d’isterismo,?se la prendono anche con cronisti e reporter impedendo loro di svolgere il diritto-dovere di cronaca. Verso l’una del mattino tutto ? finito con i Vigili del Fuoco che accorrono per ogni dove a spegnere roghi ancora?accesi e pericolosi principi d’incendio di auto, moto e cassonetti. La brezza notturna spazza via il fumo. E’ l’ora di prendere atto del deprimente sfacelo vandalico che Genova non? meritava. Paga la citt?, pagano i cittadini e adesso non ci sono pi? scusanti per i tifosi o meglio per quelli, la minoranza,?che preferiscono far valere una sterile e?controproducente?”legge del branco”.
Marcello Di Meglio.

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