Vigliacchi da tastiera, insulti su Fb a Turra: preso NoTav-Border di Alessandria

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L'assistente capo Diego Turra, morto durante un servizio di ordine pubblico a Ventimiglia
L'assistente capo Diego Turra, morto durante un servizio di ordine pubblico a Ventimiglia
L’assistente capo Diego Turra, morto durante un servizio di ordine pubblico a Ventimiglia

GENOVA. Un giovane simpatizzante dei NoTav e dei No Borders, che vive ad Alessandria, è stato denunciato dagli investigatori della Digos genovese per diffamazione e vilipendio delle istituzioni.

Sul suo profilo Facebook si firma Elio Genzo. In realtà, è stato individuato ed identificato come E.B. e ha 31 anni.

Il giovane è accusato di avere insultato ed offeso la polizia e l’assistente capo Diego Turra, morto per infarto durante un servizio di ordine pubblico per il caos immigrati e la violenza No Borders a Ventimiglia.

 

Il post con le offese sarebbe stato cancellato, ma sul profilo pubblico Facebook di Elio Genzo non risulta pubblicata nessuna scusa.

L’indagine era partita, anche a seguito di un esposto del Sindacato autonomo di polizia (SAP).

Insieme al NoTav-Border alessandrino, era stata segnalata una donna di Roma, Barbara Papa, di Fiumicino, che invece, pochi giorni dopo, sulla sua pagina Facebook aveva cancellato il post offensivo e pubblicato le scuse a famigliari e colleghi di Turra.

Eccole: “In questo mio post, voglio scusarmi ufficialmente con le forze dell’ordine ed in prima persona con l’agente deceduto nel problematico confine di Ventimiglia. Il mio post di domenica scorsa è stato esclusivamente dettato da un enfasi negativa e irrispettosa nel vedere determinate immagini ma Dio sa se so di aver sbagliato nelle mie parole non onorando la morte di un essere umano prima che tutore della legge. Accorta mi dell’errore infantile e non idoneo usando determinato linguaggio, ho poco dopo eliminato il post dalla mia pagina, come ad aver ammesso il mio grave errore. Rinnovo le scuse ai familiari, ai colleghi ed a chi tutela l’ordine pubblico in toto, ma soprattutto all’uomo che ha lasciato i suoi cari. Rinnovo il mio errore e le mie scuse dal cuore, perdonate la mia nefandezza. Barbara Papa”. Fabrizio Graffione

 

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