Via libera alla vendita palazzo della questura e Villa Grimaldi

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Via libera alla vendita della questura
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Via libera alla vendita della questura

GENOVA. 21 GEN. Via libera del consiglio metropolitano (con 15 voti favorevoli, il voto contrario del consigliere Pastorino e l’astensione del consigliere Anzalone) alla vendita della questura di Genova in via Diaz e della cinquecentesca Villa Grimaldi di corso Martinetti a Sampierdarena, ovvera della caserma dei Carabinieri che sovraintende all’area fra Sestri Ponente, Sampierdarena e tutta la Val Polcevera fino a Sant’Olcese e Serra Riccò.

La prima, la questura, ha un’estensione di ben 12.000 metri quadri fra uffici, alloggi di servizio, magazzini, cortili e parcheggi è stata costruita fra il 1935 e il 1937 dall’architetto Alfredo Fineschi.

Villa Grimaldi, invece, ha una superficie di 4.000 metri quadri fra uffici, alloggi di servizio, parcheggi, cortili magazzini e terrazze.

 

L’alienazione, per la quale verrà pubblicato un bando, è stata decisa dalla Città metropolitana, proprietaria degli immobili, in seguito all’offerta irrevocabile di acquisto da 17,7 milioni di euro (15 milioni per la Questura e 2,7 milioni per la caserma dei Carabinieri) fatta lo scorso 6 novembre 2015 dal fondo comune immobiliare I3 Patrimonio Italia, creato appositamente dalla società pubblica Invimit, 100% Ministero dell’economia, per acquisire immobili di enti locali, in particolare Province e Città metropolitane.

Nel caso che il bando vada deserto, per i vincoli urbanistici e architettonici sui due immobili resi poco appetibili per il mercato immobiliare privato, si procederà alla vendita a I3 Patrimonio Italia.

“Il ricavato della vendita dei due edifici, 17,7 milioni di euro in tutto – spiega il consigliere metropolitano delegato al patrimonio e al bilancio Alfonso Gioia – per legge non può essere utilizzato per la spesa corrente, ma può essere impiegato solo per due finalità. La prima sono gli investimenti in conto capitale, per esempio opere pubbliche sulle strade o progetti di edilizia scolastica, a cui dedicheremo ca 5,5 milioni del ricavato, e sull’edilizia scolastica in particolare potremo finanziare vari progetti già esistenti di ampliamento edilizio per alcune scuole, prima fra tutte l’istituto alberghiero Bergese di Sestri Ponente. La seconda finalità per cui si possono impiegare i ricavi delle alienazioni immobiliari è l’estinzione di mutui: e noi infatti utilizzeremo i restanti 12,1 milioni per estinguere due mutui da 6,8 e 5,3 milioni con scadenza 2030 e 2031, risparmiando notevoli somme di interessi sugli stessi mutui, circa 1 milione all’anno da qui alla scadenza dei mutui. Questo risparmio di 1 milione all’anno, al netto del mancato introito degli affitti di Questura e caserma che vale ca 680.000 euro all’anno, ci lascia un tesoretto annuale di circa 320.000 euro, che potremmo usare, per le spese correnti”.

“La certezza degli affitti – puntualizza una nota della Città Metropolitana – era tutt’altro che scontata: non per la caserma dei Carabinieri, visto che l’Arma ha sempre regolarmente pagato l’affitto annuo di 135.000 euro, ma per la Questura: il Ministero dell’Interno, infatti, a cui è intestato il contratto di locazione, non paga il canone di affitto di 570.000 euro annui da oltre 10 anni, e il credito della Città metropolitana è arrivato a oltre 4 milioni, tanto che, dopo anni di solleciti, lo scorso novembre è partita la lettera di sfratto, seguita pochi giorni dopo da un decreto ingiuntivo del Tribunale”.

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