Vespe a Genova, ordinanza, divieti, rabbia e petizioni

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Uno dei modelli delle Vespe della Piaggio
Uno dei modelli delle Vespe della Piaggio
Uno dei modelli delle Vespe della Piaggio

GENOVA. 12 GEN. La ricetta della giunta Doria contro l’inquinamento cittadino sarebbe ‘medica’ ed antica, ovvero, prevenire è meglio che curare.

E se il parco circolante a Genova di moto, scooter e Vespe è il più alto in Italia con oltre 100.000 mezzi, di cui molti, anche se perfettamente funzionanti, decisamente vecchi, ecco arrivare una bella ordinanza ad hoc con divieto di circolazione delle vecchie moto ad euro zero, in primis le care Vespe Piaggio, peraltro tradizionalmente numerosissime a Genova.

Genova, non è in una situazione di emergenza ambientale come Milano, Roma o Napoli, ma sindaco e giunta preferiscono usare il pugno di ferro contro le due ruote piuttosto che, in futuro, operare dei blocchi del traffico.

 

Ed ecco arrivare una bella ordinanza che entrerà in vigore in tre fasi e come spiega l’assessore alla mobilità Anna Maria Dagnino: “con la scelta di misure strutturali che entreranno in vigore in tempi differenziati per permettere un cambiamento graduale”.

A livello pratico dal primo febbraio 2016 tutti i ciclomotori e i motocicli con motore termico a due tempi immatricolati prima del 17 giugno 1999 con omologazione precedente ad euro uno non potranno più circolare dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 19 in quella che viene definita ‘zona benzene’, ovvero centro città, centro di Sampierdarena e bassa Valbisagno, con circolazione in sopraelevata (consulta la mappa e la descrizione dei confini).

Stesso sorte e divieto per le auto euro uno, quelle immatricolate prima del primo gennaio 1997 e i veicoli commerciali euro zero.

Poi dal primo giugno 2016, sempre dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 19, non potranno più circolare su tutto il territorio comunale, le auto, euro zero ed euro uno.

Ed ancora, terza fase, che verrà avviata dal primo ottobre 2016 quando nella zona benzene il divieto di circolazione, varrà dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 19 ed entrerà in vigore anche per le auto euro 2, immatricolate prima del primo gennaio 2001.

Restano esclusi dai divieti i veicoli a trazione elettrica, quelli alimentati a metano o Gpl, i veicoli destinati al trasporto pubblico, i veicoli delle forze dell’ordine e dei soccorsi, quelli provenienti o diretti in autostrada e diretti o provenienti in porto, e i veicoli con targa estera.

Alla notizia di questa nuova ordinanza che bloccherebbe davvero tante persone che si muovono in città proprio con tali mezzi, la reazione è giunta immediata ed il ‘mugugno’ sale come una marea.

Sul web sono comparse anche alcune petizioni. Prima fra tutte quella su change.org “Manteniamo le vespe a Genova” dove con una lettera al Sindaco di Genova Marco Doria ci si oppone a tale ordinanza.

Il creatore dell’ iniziativa sostiene come abbia “deciso di attuare questa petizione perché non mi sembra giusto che in una città come Genova in cui il trasporto su due ruote è vitale debba esserci qualcuno che impedisca a chi possiede un mezzo, come può essere una vespa, di interesse storico di circolare liberamente per la città” e si senta “che più ci impegnamo nella nostra campagna contro chi vuole prendere un provvedimento di questo tipo più riusciremo a mantenere un simbolo di Genova come la vespa e le moto che fanno ormai parte degli usi e costumi di questa città”.

Altra petizione di sentibilizzazione su Facebook: “Diciamo NO al blocco della circolazione in centro a Genova per i 2 ruote euro 0!

E poi l’invito che preannuncia diverse iniziative: “Genovese! mostra la tua vespa, scooter o moto, vecchia o nuova che sia, scrivendo #lamiavespanonsitocca e #genovasu2ruote o #genovasudueruote e mettila come foto del profilo!” ed ancora: “Se non hai un programma per modificare la foto del tuo mezzo fatti un selfie con un cartello con su scritto: #lamiavespanonsitocca e #genovasu2ruote o #genovasudueruote e mettila come foto del profilo!”.

Presa di posizione anche del vespista comico genovese Luca Bizzarri che sul suo profilo Facebook scrive: “Fino a quando abuserà della nostra pazienza, il sindaco Doria? Lo scrivo in italiano lasciando il latino a Catilina, che in confronto a lui era uno straordinario amministratore. Una città che vive sul fatto che ci siano più moto che altrove, e secondo il signor Doria sono loro il problema. Non i fumi dei riscaldamenti, non quelli dei traghetti e delle navi, che sono tutti bianchi tranne quelli di una compagnia, che stranamente sono neri ma nessuno lo dice. Secondo questo incompetente il problema sono le vespe. E allora io da febbraio non circolerò più con la vespa (forse…) mi accontenterò di accenderla sotto casa, visto che pago bollo, collaudo, assicurazione e tasse sulla benzina”.

A parte tutto, gli esperti, sostengono che l’inquinamento da auto e moto private rappresenti il 15% dell’inquinamento globale, il restante inquinamento deriverebbe dai mezzi pubblici molte volte obsoleti, navi, ma soprattutto dalle industria e c’è chi sostiene, come viene fatto in metropoli come Parigi, come il ‘fattore inquinante’ diminuirebbe sostanzialmente con un lavaggio accurato delle strade.

Insomma il popolo genovese delle due ruote sta scendendo in campo, se non in guerra, sindaco e giunta sono avvisati. L.B.

 

 

1 COMMENTO

  1. Io immagino, ma servirebbero dati come prova, che l’impatto ambientale globale dovuto da un utilizzatore di una vespa con 30 anni o più alle spalle sia paragonabile alla classica persona che compra frullatori con le ruote ogni 5 anni (sempre che non si spacchino prima) costruiti in Cina con emissioni di CO2 incontrollate, problemi di smaltimento delle plastiche e zero riciclo dei componenti. Se poi ce ne battiamo le palle dell’ambiente globale e pensiamo solo a Genova (che poi sinceramente, non è in una situazione così critica) è un altro discorso

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