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Verona-Genoa, Ballardini: dovremo avere fame

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Ballardini

Sta funzionando la cura. Guai a calare la concentrazione. Mister Ballardini sta battendo sugli stessi tasti dal giorno del suo arrivo. Lavoro, umiltà, determinazione.

Lo scontro diretto con l’Hellas Verona si avvicina. E il tecnico sottolinea un ingrediente, indispensabile per presentarsi al Bentegodi. “Senza fame non si va nessuna parte: è necessaria in tutte le partite in un campionato come il nostro. Servono ordine e chiarezza a svolgere le due fasi di gioco. Una squadra che in campo si aiuti in maniera compatta, le qualità individuali vengono all’ultimo posto. Ci sono margini di miglioramento sotto l’aspetto tecnico e tattico, per acquisire maggiori consapevolezze nel condizionare gli avversari quando hanno il pallone tra i piedi. Vogliamo essere attivi nella riconquista, più incisivi nella fase di possesso, in termini di profondità di manovra e semplicità di sviluppo. E soprattutto essere cattivi per ottenere il massimo da ogni situazione offensiva. Il nostro pensiero, le nostre energie sono rivolte alla partita di lunedì, non guardiamo minimamente oltre. Siamo tutti, ripeto tutti, tutti concentrati sul match. Non ha senso parlare del futuro”.

Tra campionato e Tim Cup sono tre i risultati consecutivi conquistati sotto la nuova conduzione tecnica. Perle da infilare in una collana ancora un po’ sguarnita. “Dalla Coppa Italia ho ricevuto conferme. Ho corroborato la sensazione di avere a disposizione ragazzi molto bravi sotto ogni punto di vista. Con il Crotone è stata una prestazione soddisfacente sia a livello di squadra che individuale. Andiamo ad affrontare una squadra in crescita, in salute e in fiducia come si è notato nell’ultimo periodo. Hanno una base solida, un’umiltà che li contraddistingue e una rosa di giocatori di spessore come Caceres, Romulo, Cerci, Pazzini. Il nostro processo di autostima? I giocatori sanno che è sufficiente un attimo per perdere il buono che è stato fatto e lasciare la strada intrapresa. Non possiamo permetterci di sbagliare nulla. Tra i giocatori non avrò a disposizione Galabinov e Pellegri. Con la mia esperienza di venti anni nel settore giovanile, una decina come tecnico di rappresentative Primavera, di giovani ne ho seguiti tanti. Pellegri ha tutto per diventare uno dei più grandi, se non il migliore centravanti italiano. La base c’è e poi è un ragazzo consapevole, tranquillo, maturo”.

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