Vergognoso il degrado alla Fiera di Genova

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Porte scassinate, sporcizia e degrado nel sottopasso della Fiera
Porte scassinate, sporcizia e degrado nel sottopasso della Fiera
Porte scassinate, sporcizia e degrado nel sottopasso Fiera

GENOVA. 7 DIC. «Iniziano in questi giorni gli eventi della Fiera di Genova dedicati al Natale e nulla si è fatto per rendere accessibile il sottopasso di accesso a piazzale Kennedy che versa in una situazione a dir poco vergognosa. Spazzatura ovunque, scritte ai muri, porte divelte: ecco come si presenta il principale accesso pedonale al quartiere fieristico genovese».

Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, oggi hanno denunciato lo stato di degrado del sottopassaggio pedonale in zona Foce per l’accesso a piazzale Kennedy.

«Eppure per restituire al sottopasso un’apparenza di normalità e pulizia e quindi per renderlo fruibile ai tanti visitatori degli eventi fieristici – aggiungono Rosso e Balleari – basterebbe davvero poco: una ramazza per togliere la sporcizia e due bidoni di pittura per togliere le scritte dai muri e dalla pavimentazione. Pensare che ci sarebbero anche tante braccia a disposizione per portare a compimento questa piccola opera di restyling: infatti, proprio a due passi dal sottopasso, abitano ormai da mesi i profughi ospitati a spese del Comune e quindi dei genovesi. Nonostante il protocollo d’intesa firmato dalla giunta Doria per impiegare i sedicenti profughi in lavori socialmente utili non ci risulta che si siano offerti volontari per dare una pulita a un sottopassaggio che si trova proprio lì a pochi metri da dove alloggiano. Sarebbe stato un bel gesto di ringraziamento verso la città che li ospita rimboccarsi le maniche e fare un po’ di pulizia. Evidentemente l’accordo firmato dalla giunta Doria non è servito poi a molto se non è bastato neppure a far fare un po’ di pulizia a due passi dalla palazzina dove alloggiano decine e decine di immigrati che passano le giornate al telefono e a non fare null’altro».

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