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Vergogna cancellazione Columbus Day diventa caso diplomatico: Rixi scrive ad ambasciatore Usa

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Balleari e Rixi

GENOVA. 1 SET. “La cancellazione del Columbus day è un’offesa a tutta la comunità italiana negli Stati Uniti che ha contribuito alla nascita degli Usa e ha dato un determinante apporto all’economia americana”.

Lo ha dichiarato oggi l’assessore regionale allo Sviluppo economico e segretario della Lega Nord Liguria, Edoardo Rixi, a seguito della cancellazione delle celebrazioni del Columbus Day decisa dal consiglio comunale di Los Angeles.

Una vergogna che ha visto anche l’indignata reazione del vicesindaco di Genova Stefano Balleari e della sindaca di Savona Ilaria Caprioglio: “Assurdo. Columbus Day non va combattuto, né cancellato. Il 12 ottobre 2017 noi lo celebreremo perché è di straordinaria importanza per la storia dei liguri e di tutto il mondo”.


“Scriverò al nuovo ambasciatore Usa in Italia – ha aggiunto Rixi – per manifestare la profonda delusione della comunità italo-americana su tale decisione e per chiedere, da genovese, perché venga trattata con il dovuto rispetto la storia che lega la città di Genova agli Stati Uniti”.

L’assessore Rixi, reduce da un recente viaggio negli Stati Uniti, ha incontrato numerosi rappresentanti delle comunità di italo-americani e dell’associazione Liguri nel mondo a San Francisco.

“Sono solidale – ha continuato Rixi – con tutti i nostri connazionali negli Stati Uniti che stanno facendo le spese di una campagna d’odio assurda, esplosa in questi giorni dopo i fatti di Charlottesville.

Chiedo rispetto per la storia e per la nostra comunità italo-americana, fatta di tantissime famiglie che si sono rimboccate le maniche lavorando sodo, di certo senza sconti da parte del governo statunitense né tantomeno senza ricevere vitto e alloggio da 35 euro al giorno.

I nostri connazionali negli Usa meritano di avere un giorno simbolico come il Columbus day da festeggiare come occasione di rafforzamento della fratellanza tra popoli e di memoria, anche di tutti quegli italiani che hanno perso la vita combattendo per la libertà degli Stati Uniti”.

 

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