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Ventimiglia, Vazio (Pd): giusto non dare da mangiare per strada ai migranti

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Il deputato albenganese del Pd Franco Vazio con Matteo Renzi

IMPERIA. 26 MAR. Giusto non somministrare cibo e bevande ai migranti che invadono Ventimiglia, al di fuori delle strutture preposte. Corrette, quindi, le sanzioni comminate dalla polizia, che l’altra sera hanno denunciato tre attivisti francesi per avere dato da mangiare per strada agli stranieri, violando l’ordinanza del sindaco Enrico Ioculano (Pd). Il deputato albenganese del Pd Franco Vazio ieri sera ha scritto una “lettera aperta” al primo cittadino ventimigliese finito nel mirino dei buonisti.

“Caro Enrico – ha scritto su Facebook l’onorevole Vazio – sono francamente stupito dalle polemiche che ti sono piovute addosso.
Tu sei un Sindaco impegnato da sempre in prima linea, e ti sei sempre battuto per i valori dell’accoglienza e del rispetto della dignità persona.
Ventimiglia ha dimostrato nei fatti di non essere razzista e populista, e di sapere comprendere il dramma dei migranti.
Insomma, una città che incarna i veri valori su cui si è fondata l’Europa e che allo stesso tempo, tra mille difficoltà, cerca di conservare la sua economia, le sue imprese, le ragioni di vita e di lavoro dei suoi abitanti.
Ora c’è chi si scandalizza.
Ci sono molti, saccenti ed eruditi, che forse non hanno nemmeno mai visto con i propri occhi quanto ogni giorno succede a Ventimiglia, che commentano la tua ordinanza di divieto di somministrazione senza regole e per la strada di alimenti e bevande ai migranti. Alcuni hanno affermato “…l’ordinanza è inattuale …perché fa riferimento a ragioni igienico-sanitarie …e si basa inoltre su una situazione diversa, ovvero quella di agosto, quando a Ventimiglia il centro predisposto dalla Prefettura e gestito dalla Croce Rossa Italiana era aperto a tutti, mentre oggi l’accesso è vincolato alla disponibilità, da parte dei migranti, di lasciarsi identificare e avviare la richiesta di asilo. L’articolo 2 della Costituzione italiana – aggiunge l’avvocato – impone il dovere della solidarietà, non capisco come si possa legittimamente vietare di dare cibo e acqua a chi si trova in condizioni di bisogno”.
Caro collega avvocato, non va letto solo il primo comma di un articolo, ma la Costituzione nella sua interezza, così come tutte le leggi civili e penali di uno Stato.
Ebbene, affermare allora che un migrante debba trovare accoglienza e ricevere tutta l’assistenza morale e materiale (cibo e bevande comprese) di cui necessita, e che allo stesso tempo debba essere identificato come qualsiasi cittadino e debba rispettare le leggi poste a tutela del suo Status, non mi sembra una cosa sbagliata. Al contrario, è un principio che va difeso, perché è a garanzia della dignità del migrante stesso, oltre che dei cittadini italiani.
Così come non mi sembra disdicevole che un Sindaco voglia indurre il rispetto della legge, e che possa vietare comportamenti che vanno nei fatti a ledere i diritti dei cittadini di cui lo stesso è il rappresentante.
Nessuno ha affermato o peggio deciso che i migranti debbano morire di fame e di sete, ma semplicemente che essi e chi vorrebbe aiutarli rispettino le regole di rispetto reciproco e la legge.
Capisco che tutto questo per un mondo in confusione potrebbe apparire strano, ma per il sottoscritto rappresenta invece una condizione minima per garantire la convivenza civile, reali risposte ai più bisognosi di aiuto, e nel contempo per respingere con forza quel sentimento di arrogante populismo che nei fatti nega a quei diritti effettiva applicazione”.

 

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