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Ventimiglia, Tar ‘grazia’ No Borders allontanati da polizia: non creano pericoli

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Diego Turra

GENOVA. 13 LUG. “Non può essere considerato pericoloso socialmente chi dichiara, durante un controllo di polizia, di essere intento a partecipare a una manifestazione di migranti”.

Lo ha sottolineato oggi il Tar della Liguria, accogliendo il ricorso di sei antagonisti “No Borders” allontanati dai territori dei Comuni liguri nella zona frontaliera di Ventimiglia a seguito delle manifestazioni, alcune delle quali sfociate nei disordini registrati durante l’estate del 2016.

L’anno scorso, tra l’altro, il sovrintendente capo Diego Turra, 52 anni, era morto nella zona di Ventimiglia. Il poliziotto era stato colpito da un infarto mentre era impegnato in un servizio di ordine pubblico per sedare i disordini provocati da alcuni migranti e No borders.


Il Tribunale amministrativo della Liguria ha quindi annullato sei fogli di via disposti dalla Questura di Imperia per “pericolosità sociale” nei confronti di altrettanti attivisti pro migranti. Il Ministero dell’Interno è stato condannato a pagare le spese di giudizio.

I partecipanti al presidio, secondo la Questura, avrebbero organizzato o partecipato a manifestazioni e cortei non autorizzati e blocchi stradali, coinvolgendo i migranti ed “inducendoli a prendervi parte in gruppo suscitando in loro timori di attività falsamente definite come persecutorie da parte delle forze di polizia”.

Il Tar, accogliendo il ricorso di uno dei sei no borders colpiti da foglio di via, ha ribadito invece che “i delitti di cui era sospettato aver commesso, ovvero organizzazione e partecipazione a manifestazioni di protesta, erano ispirati da finalità politiche”.

I giudici hanno quindi considerato primaria la “tutela, costituzionalmente garantita, della manifestazione del pensiero, nonché nelle libertà di riunione e di associazione: la sola partecipazione ad un’associazione o a una riunione di cui non sia minimante provata una reale componente criminogena o destabilizzante non può avvallare il foglio di via”.

 

10 COMMENTI

  1. Erdogan aveva visto giusto quando li ha licenziati quasi tutti per sedezione contro il popolo e la propria Nazione. In italia sta succedendo lo stesso . i giudici italiani con le loro sentenze cervellotiche stanno attentanto alla sicurezza e all”ordine di questo Paese.

  2. Bella la.foto di quel poliziotto (un sincero galantuomo e lo dico seriamente, senza alcuna ironia, per conoscenza) morto lo scorso anno per infarto in servizio. Cosa c’entra con la notizia, pero’?

  3. Luca Salvo e Domenico Mimmo Di Pietro: Il poliziotto (R.i.p.) era morto per infarto mentre prestava servizio di ordine pubblico per sedare i disordini provocati da alcuni migranti e No Borders. Così riferisce l’articolo e così risulta sia stato riconosciuto dalle cronache dei media, anche quelli schierati a sinistra. Pertanto, a me sembra che c’entri eccome con la notizia. Infatti, bisognerebbe distinguere tra manifestazioni pacifiche senza disordini (sempre legittime) e manifestazioni violente con disordini (secondo me sempre illegittime). Coloro che fomentano o partecipano alle seconde, a mio parere sono persone pericolose che andrebbero, quanto meno, sempre allontanate perché ci può anche scappare il morto. P.S. Domenico Mimmo Di Pietro: Legga meglio, nell’articolo di LN l’infarto non è mai stato addebitato ai migranti, né ai No Borders. Tuttavia, è chiaro che se non ci fosse stata una manifestazione violenta con disordini, ma una normale manifestazione pacifica, probabilmente il poliziotto non sarebbe morto per infarto. http://www.ansa.it/liguria/notizie/2016/08/06/ventimiglia-poliziotto-muore-dinfarto-durante-gli-scontri_1396c071-92a1-4071-b520-fe05a6f40899.html

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