Ventimiglia, immigrati malati: 60 vaccinati per contenere focolaio

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IMPERIA. 6 GIU. Insicurezza, degrado e pericoli sanitari. Scoppia il caso della varicella a Ventimiglia. La malattia infettiva altamente contagiosa (il virus si trasmette per via aerea) è stata registrata fra gli immigrati, che si ostinano a voler varcare il confine con la Francia.

Il sindaco di Bordighera Giacomo Pallanca c’aveva azzeccato quando, la scorsa settimana, sotto il tiro di sinistra e No Borders, aveva annunciato un’ordinanza a tutela della popolazione (simile a quella di Alassio) per cui i clandestini pizzicati dalle forze dell’ordine senza certificato medico possono essere allontanati dal territorio comunale.

Dopo il caso scoppiato per la tubercolosi nei giorni scorsi, ieri circa 60 immigrati sono stati vaccinati contro la varicella, nella chiesa di Sant’Antonio a Ventimiglia. E’ stato accertato che 5 clandestini avevano la malattia. Tra i vaccinati ci sono anche tre volontari della Caritas.

 

I malati più gravi sono stati trasferiti nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Sanremo. La varicella non è pericolosa, solo se curata subito. In alcuni rari casi, però, ha provocato la morte del paziente.

Intanto, l’emergenza al confine continua a crescere anche dal punto di vista umanitario. Al momento, nei locali della parrocchia ventimigliese sono presenti oltre 600 clandestini. Circa 400 avrebbero finalmente accettato di farsi identificare. Ieri sono stati distribuiti circa 700 pasti. I numeri sono raddoppiati in meno di una settimana.

 

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