Valpolcevera Coronata, incontro col produttore del vino premiato a Vinitaly

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I vitigni del Valpolcera Coronata
I vitigni del Valpolcera Coronata
I vitigni del Valpolcera Coronata

GENOVA. 22 APR. Ci diamo appuntamento davanti al cancello che custodisce i preziosi filari che gli hanno fruttato il premio “Gran Medaglia Cangrande” all’ultima edizione di “Vinitaly”, la prestigiosa kermesse vitivinicola di Verona.

Gionata Cognata, giovane imprenditore e produttore scende dal suo trattore e ci stringe la mano con la forza e la determinazione di chi vive in questi luoghi. Iniziamo a passeggiare tra i tralci sotto un bel sole di aprile e il titolare dell’azienda inizia a raccontare il percorso fatto fino al prestigioso riconoscimento del quale oggi si può fregiare.

“La mia è una piccola azienda, fondata nel 1917 da mio bisnonno che ha sempre abitato qui”, ci spiega Cognata, “attività che ha visto un declino dopo la seconda guerra mondiale e che ho pensato di recuperare nel 2002 investendo tempo e denaro nella terra ed oggi iniziamo a raccoglierne i frutti…”.

 

Un giovane imprenditore, a due passi da una laurea in farmacia, che ha pensato di recuperare la vecchia tradizione di famiglia adattando nuovamente il terreno ed interrando le viti per produrre quel vitigno tipico che è la “Bianchetta Genovese” i cui acini danno vita al vino doc denominato “Valpolcevera Coronata”.

Una struttura che conta su un terreno di poco più di un ettaro, la cui produzione garantisce circa 1500 bottiglie l’anno, poche rispetto ai competitori presenti a Verona ma che la commissione ha valutato come valida e di sicuro interesse.

“Per entrare sul mercato occorre puntare sulla vigna o sulla cantina: io ho puntato sulla prima”, prosegue, “cercando le giovani barbatelle, ovvero le talee del vecchio vitigno Bianchetta che ho trovato in Piemonte ed allevandole con cura per ben tre anni. Oggi le viti garantiscono una discreta produzione, tutta seguita integralmente da me, che ha portato il premio in Valpolcevera”.

Chiediamo in merito alla denominazione del vino che ha suscitato l’ilarità su qualche social-network, dove alcuni commenti lamentavano il contrasto tra il premio e la scarsità assoluta di vigneti nella storica collina di Coronata, frazione della delegazione di Cornigliano.

“Attorno alla denominazione – Coronata – esiste molta ignoranza” afferma il titolare, “in quanto il termine in oggetto definisce un vitigno a denominazione di origine protetta sancita dalla Comunità Europea. Il nome completo del vino è però –Valpolcevera Coronata Doc- riferito non al luogo fisico di produzione ma ad una particolare modalità di allevamento delle viti, dove i tralci sono sorretti da colonne di pietra. Da qui deriva il termine latino ‘columnatum’ ovvero sorretto da colonne. Tale sistema si differenzia dai filari in controspalliera o a pergola. Altra potenziale origine del termine è quello di ‘coronata’ come vino che è stato premiato come la migliore produzione dell’epoca. Da qui, lo slittamento del termine che è stato confuso nel tempo con il luogo dove era prodotto il vino”.

Il premio tributato all’azienda agricola, esiste dal 1972 e riconosce l’impegno dei produttori che si siano distinti per sviluppo della viticoltura ed il recupero del territorio: il giovane imprenditore genovese ha infatti reso nuovamente attivi terreni ormai incolti anche se nei tempi andati le colline della Valpolcevera erano utilizzate sia per la vite che per la produzione di basilico ed ortaggi coltivazioni ormai abbandonate da tempo.

“Il terreno è ottimo per la vite – spiega ancora Cognata – ha caratteristiche organolettiche molto particolari e conferisce agli acini un sapore realmente unico”.

L’intenzione del viticoltore ligure è quello di ampliare l’operato della propria azienda dotandola di una cantina dove effettuare in autonomia la vinificazione, anche questa secondo le modalità utilizzate in passato dai suoi avi, passando quindi il mosto e poi il vino dai tini in legno alle botti in legno ed infine alle damigiane.

Una scoperta interessante quella del vino genovese, un percorso nella storia e nella cultura della nostra regione che ritorna grazie all’intraprendenza di un giovane imprenditore che ha deciso di dedicare la propria vita al recupero di un’antica tradizione. Un percorso non semplice ma molto importante, che permette di scoprire un lato poco noto del territorio ligure. A questo punto attendiamo il progredire dei lavori dell’azienda “Cognata” e siamo pronti di assaggiare il prodotto della prossima vendemmia. (nelle foto il titolare dell’azienda Gionata Cognata insieme all’esperto Andrea Scaffidi).

Roberto Polleri