Vacche e “balle” a Tursi, Musso: la chiudo qui con la politica

3
CONDIVIDI
L'ex senatore e Prof. di Economia Enrico Musso, consigliere comunale di Genova
L'ex senatore e Prof. di Economia Enrico Musso, consigliere comunale di Genova
L’ex senatore e Prof. di Economia Enrico Musso, consigliere comunale di Genova

GENOVA. 21 MAG. Ora bisognerebbe citare il sindaco Marco Doria come persona informata sui fatti.

L’ex senatore e Prof. di Economia Enrico Musso, l’altro giorno ha aperto un quotidiano genovese e non l’ha presa mica bene: “Apprendo ora dal Secolo XIX che io sarei in trattative con il sindaco Doria e <avrei chiesto un posto in comitato portuale> per appoggiare la sua maggioranza. Titolo a tutta pagina. E’ falso. Sono nauseato e sconvolto”.

In effetti, il consigliere comunale dell’omonimo gruppo è stato preso di mira, anche se aveva votato contro il bilancio di Doria e detto no al “mercato delle vacche a Tursi” denunciato dal capogruppo M5S Paolo Putti. In questo caso, Musso non si era comportato come altri consiglieri di opposizione, il pidiellino Guido Grillo e l’ex Idv Stefano Anzalone, che invece avevano votato a favore del documento insieme ai rimasugli della debole maggioranza di centrosinistra.

 

Musso è talmente infuriato e disgustato, che oggi sul suo profilo Facebook ha annunciato di chiuderla qui con la politica e con Genova. Forse è solo un comprensibile sfogo, ma intanto sono state già decine i “mi piace” ricevuti dal popolo del web.

Post di oggi: “È come pensavo. Il “Secolo XIX” con quel titolo a tutta pagina mi ha accusato almeno di tentata concussione: un pubblico ufficiale (io) richiede una utilità personale anche non patrimoniale (una poltrona per me) per esercitare la propria funzione pubblica (il voto in Consiglio comunale) in modo gradito alla persona cui rivolge la richiesta (il sindaco). Se il quotidiano fosse appena credibile, la magistratura potrebbe persino mettermi sotto inchiesta, cosa che a questo punto preferirei, così da lasciar dimostrare a un soggetto terzo che quello che dice il Secolo è una balla gigantesca. Forse li querelerò, ma aver rovinato la mia reputazione è per me non risarcibile. Nel caso, destinerò il risarcimento a borse di studio per studenti (magari di giornalismo). Certo, il Secolo potrebbe invece riconoscere che quello che hanno scritto è falso e sbagliato. Anche aggiungendo le solite attenuanti auto-assolutorie, la fretta, quelle cose lì. E potrebbe scusarsi, soprattutto con i lettori, a cui hanno raccontato una balla. Per questo, però, devono scusarsi non al telefono con me, ma pubblicamente, nelle stesse pagine in cui mi hanno sputtanato. Io la chiudo qui, con la politica e con Genova. Grazie a tutti quelli che mi hanno dimostrato la loro stima”.

Post di ieri: “Adesso parlo io. “IL SECOLO XIX” di oggi sostiene che io sono in trattativa con il sindaco Doria per allargare la sua (ormai dissolta) maggioranza, e che in cambio “HO CHIESTO UN POSTO IN COMITATO PORTUALE” (nel titolo, a tutta pagina). E’ l’esatto contrario della verità, che è questa: mi è stato OFFERTO un posto, e io l’ho RIFIUTATO perché considero irricevibile qualsiasi scambio di appoggio politico con posizioni personali. Senza contare che non mi interessa, poiché per mia fortuna o capacità ho fatto e faccio oggi cose leggermente più importanti e gratificanti di quelle che mi si prospettano. “IL SECOLO XIX” inventa una balla sesquipedale. Mentre da anni dico che se il sindaco si decide a farne una giusta io la approverò, ovviamente gratis (finora non è successo, ma non dispero), invece negoziare una posizione personale in cambio di un sostegno politico, quando si rappresentano dei cittadini che ti hanno votato, è cosa che io considero altamente immorale (e forse è anche un reato, non so). Il Secolo, da me contattato, dice invece che “non sarebbe infamante perché è noto che io sono competente di porti”, dimostrando di avere standard morali diversi dai miei. E poi scarica tutto sull’articolista. La quale mi dice, quasi senza farmi parlare, che lei “ha firmato il pezzo ma non è responsabile del titolo”, e che “non devo fermarmi a una lettura superficiale”. Sommando le dichiarazioni di tutti, il titolo evidentemente SI E’ SCRITTO DA SOLO… Ne parlerò con il mio avvocato, anche se è evidente che fra il loro diritto alla segretezza delle fonti (quindi di fatto a scrivere qualunque cosa potendo sostenere di averla saputa da una persona che chiede di non essere citata… non a caso il pezzo è intriso di condizionali e di “si mormora a Tursi”…) e la loro gestione del teorico diritto di replica, i giornali possono scrivere praticamente quello che vogliono, e – come si vede – lo fanno. Io desidero lasciare un messaggio ai cittadini che mi hanno a suo tempo votato e ai miei studenti, oggi di nuovo al centro del mio lavoro e della mia attenzione: ciò di cui mi si accusa è falso, e ho rifiutato – perché immorali – offerte di posti per me. Sappiatelo e ricordatavene, perché non avrò molte occasioni di farlo io”.

 

 

3 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO