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USTICA. LA CASSAZIONE: “MISSILE SPARATO DA AEREO IGNOTO NON IMPEDITO DAI MINISTERI DELLA DIFESA E DEI TRASPORTI”

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itavia-dc9-usticaROMA. 22 OTT. Oggi la Cassazione a Roma ha dato ragione al ricorso degli eredi della proprietà dell’Itavia accertando definitivamente che è stato operato un “depistaggio delle indagini” per il disastro aereo di Ustica deve e per questo serve un nuovo processo civile per valutare la responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea Itavia.

La nuova sentenza della Terza sezione civile della Cassazione depositata oggi accoglie, in questo modo, il ricorso di Luisa Davanzali, erede di Aldo, patron della compagnia aerea Itavia fallita sei mesi dopo il disastro.

Negli anni ai Davanzali la Corte di appello di Roma aveva sbarrato la strada alla richiesta di risarcimento danni allo Stato, nonostante i depistaggi.


Viene quindi acclamata la tesi “del missile sparato da aereo ignoto la cui presenza sulla rotta del velivolo Itavia non era stata impedita dai ministeri della Difesa e dei Trasporti” quale causa dell’abbattimento del DC9 Itavia caduto al largo di Ustica il 27 giugno 1980.

A sottolinearlo nella sentenza la stessa Suprema corte accogliendo il ricorso dell’erede del patron della compagnia area Itavia.

Ora i due Ministeri torneranno sotto processo.

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