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UNA MOSTRA DI ALIGI SASSU A SAVONA CON L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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SAVONA. 21 AGO. La mostra organizzata a Palazzo Gavotti offre un’ulteriore e determinante tappa nel pluriennale percorso di avvicinamento alla produzione di alcuni fra i principali artisti italiani del Novecento, avviato dalla Pinacoteca Civica e dalla Fondazione Centofiori.
Da Guttuso a Treccani, l’attenzione è stata di volta in volta prestata a quei maestri noti non solo per la qualità intrinseca delle loro opere, ma anche per il costante impegno civile.
Non poteva, quindi, mancare in questo contesto, specie in corrispondenza del centenario della nascita, un’iniziativa dedicata ad Aligi Sassu e alla sua intensa vicenda umana e artistica, che ne presentasse gli altissimi esiti nel campo dell’arte e al contempo lo ricordasse attivo e partecipe degli eventi sociali e politici del suo tempo.

La mostra savonese, grazie al determinante intervento della Fondazione Helenita i Aligi Sassu di Milano, del cognato e gallerista  Alfredo Paglione e di raccolte pubbliche e private, propone una significativa selezione di dipinti le cui tematiche vengono sviluppate negli anni liguri, nei diversi soggiorni compiuti fra il 1939 e il 1962.

Si tratta di un itinerario fra alcuni dei suoi soggetti preferiti, dal paesaggio alla vita sociale, dove la realtà appare spesso trasfigurata e riscattata a contatto con l’esuberante natura mediterranea e con le divinità che la abitano.
La mostra è strutturata in diverse sezioni: la serie dei Porti, dei Paesaggi, dei Caffé, de La Maison Tellier. L’esposizione di alcuni dipinti oggi presenti in collezioni liguri (Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, Galleria d’Arte Moderna-Musei di Nervi, Collezione d’Arte Pertini di Savona, raccolte private) esemplifica soggetti ricorrenti nella produzione dell’artista.


L’ultima sezione della mostra è riservata ai pannelli già appartenenti al ciclo Cronache di Albisola, commissionato nel 1948 dal proprietario del Ristorante Pescetto.  Le opere, presentate oggi per la prima volta dopo la loro dispersione nel 1967/68 con la  chiusura del locale, costituiscono l’elemento caratterizzante dell’esposizione e offrono una straordinaria e vivace testimonianza della comunità di artisti, ceramisti, letterati, critici, poeti, di cui Sassu faceva parte, che frequentavano la cittadina ligure ed erano soliti incontrarsi nei consueti ritrovi, il Bar Testa e il Ristorante Pescetto.

Dal 1 al 30 giugno presso i locali del “Circolo degli Artisti” di Albissola Marina (associazione voluta e ideata negli anni ’60 da Sassu stesso), verranno invece esposte 35 ceramiche  e sculture realizzate nelle fornaci albisolesi, tra queste il bassorilievo “Il ratto di Europa”.

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