Un luogo inesplorato scoperto nella Grotta Marina di Bergeggi

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La grotta marina di Bergeggi
La grotta marina di Bergeggi

SAVONA. 4 AGO. Scoperto un nuovo cunicolo sottomarino nella Grotta di Bergeggi, ricco di vita e specie marine rarissime.

Nel 2014, l’archeologa subacquea Laura Sanna, nell’ambito di una Tesi di Specializzazione, durante alcune indagini, autorizzate dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria, ha segnalato la presenza, nella Grotta Marina di Bergeggi, di un cunicolo subacqueo mai cartografato.

Ispezionato per la prima volta dall’archeologa in immersione subacquea, successivamente, è stato oggetto di una parziale indagine da parte del CNR di Genova attraverso l’impiego di un piccolo ROV filoguidato.

 

Da qui è scaturita l’intuizione che la porzione ipogea della grotta potesse non limitarsi a quanto fino ad oggi esplorato ma che in realtà potesse essere molto più articolata e complessa.

Il Comune di Bergeggi, in qualità di Ente gestore dell’Area Marina Protetta “Isola di Bergeggi”, al fine di approfondire le conoscenze biologiche della parte sommersa della grotta, ha deciso di esplorare ulteriormente il cunicolo coinvolgendo gli uomini del Centro Carabinieri Subacquei di Genova che, da anni, collaborano attivamente con l’ente gestore nelle attività di monitoraggio e ricerca scientifica.

I subacquei dell’Arma si sono immersi nella grotta e hanno confermato l’intuizione della Dott.ssa Sanna, documentando con filmati e foto, il nuovo cunicolo sommerso che si addentra nella montagna rocciosa.

Le indagini scientifiche hanno svelato la presenza di specie rare come la spugna Petrobiona massiliana, considerata un vero e proprio fossile vivente, talmente rara che per lungo tempo fu considerata estinta, di specie tipiche degli ambienti di grotta come la madrepora Polycyathus muellerae, i gamberi meccanici Stenopus spinosus, le strettamente protette magnose o cicale di mare Scyllarides latus, i rari granchi Herbstia condyliata e le meravigliose cipree Luria lurida per non parlare della comunità ittica, dominata dai re di triglie (Apogon imberbis), da rarissimi ghiozzi (esclusivi delle grotte), dalla brotula nera (Grammonus ater) e dalle corvine (Sciaena umbra).

La Grotta Marina di Bergeggi rappresenta un unicum, in Italia, per le sue caratteristiche geologiche,

antropologiche e biologiche.

I primi studi della grotta risalgono alla fine del 1800. Durante una serie di ricerche effettuate nel 1881, Elio Modigliani trova all’interno della grotta strumenti in osso, frammenti ceramici e tombe con corredo, appartenenti al periodo preistorico, protostorico e medievale. Il celebre scienziato genovese, Arturo Issel, riporta la notizia dei ritrovamenti nei suoi volumi “Liguria geologica e preistorica” e “Liguria preistorica”, informando di altre ricerche effettuate da lui stesso e da Gianbattista Rossi. Tutti i ritrovamenti fanno ipotizzare una frequentazione della grotta da parte dell’uomo, sia a scopo sepolcrale sia abitativo, con alternanza di lunghi periodi di abbandono, a partire dal Paleolitico (VI millennio a.C.).

Tanti sono gli scienziati liguri che si sono occupati negli ultimi decenni della Grotta Marina da Carlo Nike Bianchi a Riccardo Cattaneo Vietti, da Marco Firpo a Giovanni Diviacco, per finire con Paolo Guidetti e Giorgio Bavestrello. In questi ultimi anni, le ricerche scientifiche si sono concentrate sugli aspetti biologici ed ecologici delle parti sommerse.

Gli ambienti esplorabili in immersione sono poco estesi, si tratta prevalentemente di cunicoli dal fondo ghiaioso e dalle volte arrotondate generati dal carsismo (la roccia è calcarea) e dall’erosione marina, ma sono tutti estremamente ricchi di vita.

Si ricorda che l’immersione ricreativo sportiva nella Grotta Marina è vietata.

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