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Ucina Satec 2017, al Miramare si è parlato di export, innovazione e competitività

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Ucina Satec 2017, al Miramare si è parlato di export, innovazione e competitività

GENOVA. 17 GIU. Oggi, presso il Centro Congressi del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure, nell’ambito della Convention Ucina Satec 2017, si è svolta la tavola rotonda “Fabbrica Nautica. Un patto per la crescita”.

La Convention ha messo gli imprenditori a contatto con alcuni dei principali poli di ricerca e innovazione tecnologica italiani

Prima dell’inizio della tavola rotonda, la Presidente di Ucina, Carla Demaria, ha commentato le stime di crescita del mercato nautico e le aspettative sul prossimo Salone Nautico di Genova comunicate ieri ai soci UCINA nell’ambito dell’assemblea privata: “il 2016 ha registrato importanti segnali di ripresa frutto anche di proposte concrete e dell’attività di confronto e di dialogo costruttivo messe in campo da Ucina a livello istituzionale negli ultimi 5 anni, che sono state recepite dal governo, Il trend positivo è confermato dalle analisi dell’Uffico Studi di Ucina che stima una crescita del fatturato globale della nautica per l’anno 2016 del + 18%”.


“Inoltre – ha proseguito la Demaria – il nuovo corso del mercato nautico trova conferma nei numeri positivi della 57°edizione del Salone Nautico organizzato a Genova da Ucina dal 21 al 26 settembre con il 92% degli espositori 2016 che ha già confermato la partecipazione, con il 51% che chiede di ampliare lo spazio o la gamma di imbarcazioni esposte, oltre alla presenza di 37 nuovi espositori confermati”.

La tavola rotonda si è aperta con i saluti delle Istituzioni: Valerio Costa, assessore al Bilancio per il Comune di Santa Margherita Ligure, Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria, l’Amm. Giovanni Pettorino, Direttore Marittimo Liguria – Capitaneria di Porto di Genova e Paolo Emilio Signorini, Presidente Autorità Portuale del Mar Ligure Occidentale.

A prendere, poi, la parola Luca Paolazzi, Direttore Centro Studi di Confindustria. “Gli scenari economici e di andamento del mercato – ha deto Paolazzi – dimostrano un forte ritorno dei mercati tradizionali e grandi possibilità di export e quindi di espansione in particolare negli USA, ma anche in UE”.

Infatti, l’analisi contenuta nella pubblicazione annuale del Centro Studi di Confindustria “Esportare la Dolce Vita” – realizzata tra le filiere di eccellenza di Confindustria tra cui Federlegno Arredo, Sistema Moda, UCINA, Federorafi ecc. – emerge che gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato al mondo per l’export con una crescita potenziale per le unità da diporto di 560 milioni di euro.

Il mercato della nautica statunitense ha mostrato un’ottima ripresa dopo la crisi, con un tasso di crescita annuo del 6,7% in euro correnti nel periodo 2011-2015. Anche negli USA l’Italia si aggiudica la fetta di mercato più ampia con un 23,3% davanti a Canada, Francia e Messico, conquistando in otto anni il ruolo di leader sul mercato USA a discapito del Canada (nel 2007 la quota italiana era del 14,7%, mentre quella canadese era del 24,4%).

I dati vengono confermati dal prof. Marco Fortis, Vice Presidente Fondazione Edison. “L’analisi condotta dalla Fondazione Edison in collaborazione con Ucina – ha spiegato Fortis – relativamente alle dimensioni delle industrie nazionali della nautica in Europa e in Nord America, ha non solo confermato la rilevanza dell’industria della nautica nell’economia italiana, ma ha messo in evidenza il suo ruolo di primo piano nel contesto internazionale.

L’industria della cantieristica italiana della nautica, composta da un mix di alcuni grandi gruppi e di un notevole numero di piccole e medie imprese si posiziona seconda alle spalle del colosso Usa, presentando dimensioni pari a poco meno la metà di quelle della più importante industria mondiale della nautica.  Nell’industria europea l’Italia è leader indiscussa: le industrie dei tre soli principali Paesi europei (Italia, Francia e Germania) considerati insieme raggiungono le dimensioni degli Stati Uniti, generando un fatturato complessivo di 5,7 miliardi di dollari”.

La parola, poi, è passata al Segretario Generale del Censis,  Giorgio De Rita, che ha analizzato la situazione del mercato da un punto di vista del profilo sociale dei consumatori e della propensione al consumo del ceto medio: “non c’è un problema di crisi del ceto medio ma di trasformazione della società. Di conseguenza avranno successo quelle realtà che fanno parte di una filiera lunga e di piattaforme territoriali solide. L’Expo di Milano è stato, ad esempio, una straordinaria occasione per mettere in risalto e dare valore alla città non soltanto come capitale economica del Paese ma anche per dare visibilità a food, moda. Ci sono alcune aziende che non ce l’hanno fatta, ma chi ha resistito a ben due crisi, nell’ultimo decennio, ha le capacità di affrontare il futuro”.

Negli interventi successivi è stato approfondito l’attualissimo tema della cosiddetta “Industria 4.0” ed indagati gli strumenti utili alle imprese per riorganizzarsi e valorizzare il brand, la produzione, il prodotto e la catena di distribuzione, con una visione di tutte le opportunità, a cominciare dalle prospettive dei mercati.

E’ il caso di Marinella Levi, professore ordinario presso il Dipartimento di Chimica, Materiali ed Ingegneria Chimica del Politecnico di Milano, che ha fondato nel 2013 +LAB, un laboratorio di stampa 3D tra i più innovativi al mondo.

“La rivoluzione – ha detto la Levi – quella che io amo chiamare manifattura 4.0 invece che industria 4.0, passa dalla grandi opportunità offerte dalla stampa 3D. Noi abbiamo un approccio multidisciplinare aperto alla progettazione, alla didattica e all’esplorazione di nuovi settori applicativi di potenziale interesse. La nautica non ha ancora recepito a sufficienza le opportunità di questo settore che consente di produrre senza utilizzare stampi. Le conseguenze sia in termini economici sia produttivi sono facilmente intuibili: in tempi più brevi di quelli che possiamo immaginare oggi, sarà possibile stampare in 3D un’intera imbarcazione anche di 40 metri.”

Luca Dalla Villa, Business Developer IBM Italia e partner di Holonix, ha spiegato che grazie a IoT, Internet of Things, a breve sarà possibile il monitoraggio in tempo reale di tutti gli elementi che costituiscono un’imbarcazione e che sono soggetti a usura, quella che si chiama manutenzione predittiva.

“Quel’è il sogno di tutti coloro che praticano la nautica da diporto? Quella di non avere problemi sulla barca durante la navigazione. In un futuro non troppo lontano la stessa barca potrà segnalare all’armatore le problematiche o la necessaria manutenzione”.

Jacopo Cassina, CEO Holonix, spin off del Politecnico di Milano che si occupa di innovazione tecnologica: “Ben fatto” significa ‘Fare’ con un’elevata qualità che cresce nel tempo che va innovata costantemente. Noi lavoriamo sulla gestione della produzione  che per esempio viene adottata in tempo reale alle condizioni meteo climatiche, e studiamo come viene utilizzata l’imbarcazione. L’obiettivo è quello di mettere in comunione mondo reale e mondo virtuale per creare prodotti innovativi e di qualità”.

Alberto Nobis, Amministratore Delegato DHL Italia: “Innovazione significa anche ottimizzazione dei processi e risparmio sui costi. Faccio un esempio per tutti: Ducati ha eliminato già da sette anni lo stock di magazzino negli stati Uniti e nel mondo. I ricambi Ducati sono distribuiti nel mondo da DHL in 24 ore sfruttando il fuso orario che ci consente di ricevere l’ordine di notte e di evaderlo in poche ore. Questo sistema può essere adottato anche dai prouttori delle barche da diporto.”

Carla Demaria ha concluso ringraziando tutti i relatori intervenuti: “L’obiettivo della tavola rotonda era proprio quello di tracciare un percorso concreto per le aziende dell’industria nautica da diporto e rilanciare le grandi potenzialità di un settore d’eccellenza della manifattura italiana.

L’andamento positivo del mercato e le iniziative a favore e a sostegno delle imprese devono essere supportate da progetti industriali che le aziende devono adottare per cogliere ogni opportunità e trovare nuove chiavi di lettura per affrontare i mercati, profondamente mutati. In occasione di questa due giorni di lavori, le imprese hanno avuto l’opportunità di prendere contatto con alcuni dei principali poli di ricerca e innovazione del Paese al fine di poter studiare le molteplici applicazioni già brevettate e allo studio personalizzandole per le loro aziende”.

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