Uccide 13 pazienti con l’eparina, infermiera killer è savonese

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Fausta Bonino, la presunta infermiera killer di Piombino è originaria di Savona: scarcerata. I parenti: tutto un castello di carta, in famiglia siamo persone perbene
Fausta Bonino, l'infermiera killer di Piombino è originaria di savona
Fausta Bonino, l’infermiera killer di Piombino è originaria di Savona

GENOVA. 31 MAR. Il male in camice bianco azzurro. Fausta Bonino, 55 anni, l’infermiera professionale arrestata ieri dai carabinieri del Nas per l’omicidio volontario di 13 pazienti ricoverati nell’ospedale di Piombino, è originaria di Savona. E’ sposata, ha due figli e da circa venti anni lavorava nel reparto di Anestesia e Rianimazione. Secondo gli investigatori, Bonino è ritenuta responsabile del reato di omicidio volontario continuato aggravato dalla crudeltà. Gli episodi sono avvenuti tra il 2014 e il 2015. Le vittime sono anziani pazienti, che però non erano terminali.

La donna è stata arrestata all’aeroporto di Pisa, di ritorno da Parigi. Soffriva di depressione e avrebbe fatto uso di alcol e psicofarmaci, ma le sue condizioni psicofisiche non sarebbero state controllate a dovere dai responsabili dell’ospedale, che non l’avevano sospesa.

Per uccidere sarebbe stato usato un farmaco non previsto dalle terapie. Secondo il Nas, sono state iniettate nei pazienti “bombe” di eparina, che avrebbero provocato irreversibili emorragie. La donna, 55 anni, originaria di Savona da una famiglia piemontese, si era trasferita in Toscana dall’inizio degli anni Ottanta.

 

Le vittime, maschi e femmine, avevano un’età compresa fra i 61 e gli 88 anni.

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